Bologna, il piano per Ferguson: Italiano aspetta il suo leader
Il recupero di Lewis Ferguson entra in una nuova fase, quella della ritrovata brillantezza fisica. Chi frequenta quotidianamente il centro tecnico di Casteldebole racconta di passi avanti significativi nelle ultime due settimane: un segnale che ha fatto sorridere Vincenzo Italiano, consapevole di quanto lo scozzese sia vitale per il Bologna, non solo per le sue doti tecniche. Se nelle ultime partite il tecnico gli ha concesso un minutaggio ridotto, preferendo la freschezza di altri compagni, il lavoro silente sul campo sta restituendo al gruppo un Ferguson sempre più simile a quello ammirato prima dell’operazione al crociato.
Il percorso di Ferguson
È innegabile che l’infortunio abbia lasciato degli strascichi sul rendimento del capitano. La discontinuità è stata la compagna di viaggio di questi mesi: a prestazioni d’autore sono seguiti momenti di appannamento, come lo ‘strappo’ di Dele-Bashiru in Coppa Italia, un episodio che è costato caro al cammino rossoblù. Quell’accelerazione subita è stata la prova di una condizione non ancora ottimale: il ‘primo’ Ferguson, quello pre-infortunio, difficilmente si sarebbe lasciato scappare l’avversario in quel modo. Tuttavia, la personalità e il senso di appartenenza dello scozzese non sono mai venuti meno, rendendolo un punto di riferimento costante per i compagni anche nelle giornate più difficili.
Ferguson, gli obiettivi
In vista della sfida contro la Roma, avere un Ferguson al top della condizione diventa una necessità tattica. I giallorossi dispongono di una mediana che abbina corsa, quantità e qualità, e solo un Ferguson rigenerato può contrastare l’egemonia avversaria in mezzo al campo. Sullo sfondo restano le voci di chi ipotizza una “gestione” inconscia da parte del giocatore in vista dei prossimi Mondiali, ma l’ambiente rossoblù smentisce categoricamente questa tesi: Ferguson non è un calciatore capace di fare calcoli. La sua mentalità da guerriero lo spinge a mettere tutto ciò che ha oggi al servizio del Bologna, con la convinzione che la brillantezza perduta tornerà solo attraverso l’applicazione feroce che sta dimostrando in ogni allenamento.