Bologna, ma cosa ti sta succedendo? E ora c’è il Como. Cercasi risposte, e subito
E’ già tempo di vigilia o quasi a Casteldebole: sabato alle 15, al Sinigaglia, c’è il Como ad attendere il Bologna in riva al lago, per la prima del girone di ritorno.
Il Como di Fabregas con cui tutto o quasi cominciò, il 30 agosto scorso al Dall’Ara e i rossoblù al loro primo successo stagionale per far dimenticare il nefasto debutto a Roma. Non una gara da strapparsi i capelli, ma sufficiente per mostrare la propria superiorità e maggior maturità rispetto ai lombardi, che ne uscirono parzialmente ridimensionati dopo il debutto luccicante con la Lazio, ma soprattutto arrabbiati, con Fabregas in primis a prendersela con il calcio italiano, rivendicando l’aver giocato una partita nettamente migliore rispetto ai rossoblù e con vena polemica.
A posteriori e guardando i numeri attuali, 5 mesi dopo l’andata, avrebbe avuto ragione lui, con la sua squadra al sesto posto e in corsa per Champions ed Europa League, staccata a +7 dal Bologna, in piena crisi.
E sì perché se i lariani vanno ai mille all’ora, la squadra di Vincenzo Italiano è ferma al pomeriggio del 22 novembre, a quel 3-0 sull’Udinese valso per un paio d’ore la vetta condivisa della Serie A. Poi, un mese e mezzo di vuoto più totale, sotto il profilo del gioco e dei risultati, eccezion fatta per la notte di Vigo e la semifinale di Supercoppa vinta ai rigori contro l’Inter.
Troppo pochi i 2 punti conquistati sui 18 a disposizione nelle ultime 6 partite, troppo poco questo Bologna, surclassato in pochi giorni da Inter e Atalanta: senza colpo ferire, senza reagire e provare a rialzare la testa di fronte ad una crisi di cui è difficile trovare un perché. Cercasi risposte e segnali dunque domani, o comunque qualcosa di positivo da cui ripartire, con ancora un girone intero a diposizione, più Europa e Coppa Italia da riprendere e da portare il più avanti possibile.
Buone notizie dall’infermeria, meno dai bookmakers…
Intanto, dall’infermeria al campo si rivedono Skorupski e Bernardeschi, col primo che ha piano piano ripreso a lavorare in gruppo e il secondo ad assaggiare il campo dopo la frattura alla clavicola.
Sullo sfondo, le voci di mercato ma anche quelle dei bookmakers ed esperti di scommesse che, analizzando il lungo digiuno di vittorie del Bfc, considerano a forte rischio la panchina di Vincenzo Italiano, paragonando la sua stabilità in panchina a quella di Paolo Vanoli, terzultimo con la sua Fiorentina ed Eusebio Di Francesco del Lecce, entrambe in piena lotta retrocessione.
Dal sogno Scudetto al possibile esonero, così dicono al di fuori delle mura della citta: come cambia in fretta il pallone.