Analisi

Leverkusen, Ten Hag esonerato: per lui un anno da incubo

Secondo esonero in meno di dodici mesi: dopo il flop allo United, l’olandese brucia anche la chance in Bundesliga
Iacopo Erba

Secondo esonero in meno di dodici mesi: dopo il flop allo United, l’olandese brucia anche la chance in Bundesliga

Un disastro dietro l’altro. Erik ten Hag chiude la sua brevissima esperienza al Bayer Leverkusen con un esonero che sa ìdi bocciatura senza appello. L’1-2 all’esordio contro l’Hoffenheim aveva già lasciato scorie pesanti, ma il crollo emotivo nel rocambolesco 3-3 con il Werder Brema è stato la goccia che ha fatto traboccare il vaso. Essere raggiunti in piena superiorità numerica, sul 3-1 e peraltro in superiorità numerica, ha convinto la dirigenza che la squadra non avesse recepito i dettami della nuova guida tecnica. Un verdetto durissimo, ma inevitabile: il Bayer ha scelto di chiudere subito il rapporto con l’olandese, evidentemente per evitare guai peggiori.

Un colpo durissimo

La decisione è arrivata nella mattinata di lunedì 1° settembre ed è stata comunicata allo stesso tecnico olandese dopo un confronto serrato con la dirigenza. Un vero e proprio fulmine a ciel sereno solo per chi non aveva seguito le ultime settimane, in cui i segnali di sfiducia si erano moltiplicati giorno dopo giorno. Non c’è stato margine per appelli o seconde chance: il Leverkusen ha preferito tagliare immediatamente con un allenatore incapace di dare equilibrio, sacrificando così un progetto nato già con troppe crepe e i presupposti sbagliati per seguire le orme di Xabi Alonso.

Crollo inesorabile

Per ten Hag si tratta della seconda umiliazione consecutiva in meno di un anno. Solo lo scorso ottobre era infatti stato cacciato dal Manchester United, travolto da risultati deludenti e da uno spogliatoio in subbuglio. Ora la storia si ripete in Germania, con un epilogo persino più amaro: appena tre mesi sulla panchina delle “Aspirine” e via, senza lasciare traccia se non quella di aver dimostrato di essere un tecnico in caduta libera. L’anno da incubo dell’olandese segna un punto di non ritorno nella sua carriera, in discesa verticale dopo la straordinaria esperienza sulla panchina dell’Ajax.

Iacopo Erba

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