Caso Banda, il Lecce passa al contrattacco: denuncia alla FIFA e ricorso al Collegio Arbitrale
Non si placa la bufera giudiziaria e di mercato che vede opposti il Lecce da un lato, l’esterno zambiano Lameck Banda e il club libico dell’Al-Swehly dall’altro. La società presieduta dall’avvocato Saverio Sticchi Damiani ha annunciato una serie di iniziative legali senza precedenti per tutelare i propri interessi. Il calciatore, infatti, non si è mai presentato al raduno di metà luglio né al ritiro estivo, interrompendo ogni canale di comunicazione con la dirigenza salentina nonostante il recente rinnovo del contratto — valido fino al 2026 e formalizzato tramite l’esercizio di un’opzione unilaterale firmata di pugno dallo stesso atleta nello scorso mese di maggio.
Il caso FIFA e la provocazione social del club libico
La rottura si è consumata definitivamente lo scorso 21 agosto, data in cui l’Al-Swehly ha ufficializzato l’ingaggio di Banda sfruttando un transfer provvisorio concesso dalla FIFA e pubblicando sui propri canali un video di presentazione ritenuto dal Lecce irrispettivo e provocatorio. Il club giallorosso ha quindi avviato un procedimento presso il massimo organismo calcistico mondiale per far accertare l’illegittimità del recesso contrattuale in assenza di giusta causa, chiedendo il risarcimento di tutti i danni materiali e sanzioni disciplinari sia per il giocatore sia per la società libica. In aggiunta, è stato contestato l’utilizzo indebito e non autorizzato delle immagini del calciatore relative alle partite della scorsa stagione sportiva.
Sospensione degli stipendi e procedura al Collegio Arbitrale
Parallelamente all’azione internazionale, il Lecce ha incardinato un procedimento di fronte al Collegio Arbitrale per acclarare la grave inadempienza contrattuale di Banda. La società salentina punta così a formalizzare la sospensione del pagamento degli emolumenti a partire dal 1° luglio 2026, applicando contestualmente le massime sanzioni economiche e disciplinari previste dall’accordo collettivo di categoria per la mancata risposta alle convocazioni ufficiali.
La linea di fermezza del presidente Sticchi Damiani
L’azione giudiziaria riflette appieno la posizione intransigente già annunciata dal presidente Saverio Sticchi Damiani. La dirigenza intende lanciare un segnale chiaro contro comportamenti ritenuti lesivi della dignità della società e dei contratti regolarmente sottoscritti: la condotta del tesserato non porterà a sconti di mercato né a compromessi, bensì a una battaglia legale condotta su ogni sede competente per tutelare il patrimonio e l’immagine del club pugliese.