Chelsea, l’addio di Maresca: un record di successi che non è bastato a salvarlo
L’avventura di Enzo Maresca sulla panchina del Chelsea si è conclusa ufficialmente il 1° gennaio 2026, dopo un pareggio per 2-2 contro il Bournemouth che ha sancito la fine di un rapporto diventato improvvisamente teso. Nonostante un mese di dicembre 2025 deludente, con una sola vittoria in Premier League, il bilancio complessivo dell’allenatore italiano resta di altissimo profilo. Maresca lascia Londra dopo aver guidato la squadra in 92 partite, ottenendo 55 vittorie e 16 pareggi. Con una percentuale di successi del 59,8%, l’ex tecnico del Leicester si attesta come il miglior allenatore del Chelsea dai tempi di Thomas Tuchel, superando nettamente le medie dei suoi predecessori Graham Potter (38%) e Mauricio Pochettino (51%).
Un palmarès ricco e il ritorno tra le grandi
Sotto la guida di Maresca, il Chelsea ha vissuto una stagione 2024/25 di grande spessore, culminata con il quarto posto in campionato. Si è trattato del miglior piazzamento dei Blues dal 2022, un risultato che ha garantito il ritorno nell’Europa che conta. Ma il tecnico italiano non si è fermato qui: nel corso del 2025 ha arricchito la bacheca di Stamford Bridge conquistando la Conference League e, soprattutto, la Coppa del Mondo per Club FIFA. Questi traguardi sembravano aver blindato la sua posizione, ma il calo di rendimento nell’ultima parte dell’anno (solo il 42% di vittorie nell’attuale stagione di Premier) ha incrinato la fiducia della proprietà.
Tensioni interne e il confronto con il passato
Oltre ai risultati recenti, a pesare sull’esonero sono stati i crescenti disaccordi tra Maresca e i vertici del club. Nonostante una solidità tecnica superiore a quella mostrata da Frank Lampard o Graham Potter, le divergenze strategiche hanno reso inevitabile la rottura. Confrontando il suo operato con la storia recente del club, Maresca si colloca subito dietro il leggendario mandato di Tuchel (60 vittorie su 100 partite), ma il suo addio conferma quanto sia elettrica la panchina del Chelsea: nemmeno due trofei internazionali e la miglior media vittorie dell’ultimo quadriennio sono bastati a garantire la continuità del progetto tecnico dell’allenatore italiano.