Chi è Diana Bianchedi, la prima donna capodelegazione della Nazionale
Giovanni Malagò ha scelto Diana Bianchedi come capodelegazione della Nazionale: chi è la prima donna a ricoprire questo ruolo

Diana Bianchedi è la nuova capodelegazione della Nazionale. Lo ha annunciato Giovanni Malagò, nel corso di una lunga intervista. Ma chi è la donna scelta dal numero uno della FIGC? Classe 1969, Diana Bianchedi nasce a Milano e ha alle spalle una lunga carriera prima come schermitrice e poi come dirigente sportiva, con alcuni momenti entrati nella storia dello sport che l’hanno vista protagonista. Il suo nome è scritto a chiare lettere nello spazio dedicato alle grandi della scherma italiana, a formare un tridente da sogno nella storia del fioretto azzurro con Valentina Vezzali e Giovanna Trillini.
Sport ma non solo
Protagonista in pedana ma anche fuori. La nuova capodelegazione della Nazionale ha una laurea in medicina e chirurgia, diventata poi una specializzazione in medicina dello sport. E, una volta abbandonato il fioretto, Diana Bianchedi diventa un’apprezzata dirigente sportiva, sino ad arrivare al ruolo di spicco nelle Olimpiadi invernali di Milano-Cortina e fino a diventare vicepresidente del CONI. Prima di una storica nomina da parte di Malagò, che la rende la prima donna a ricomprare il ruolo di capodelegazione della Nazionale.
Atlanta 1996
Indimenticabile nella carriera di Diana Bianchedi il dramma sportivo e allo stesso tempo l’impresa di Atalanta 1996. Nel secondo turno del toreo olimpico di fioretto l’Azzurra, il 22 luglio, cade a terra urlando dopo un assalto contro la cinese Wang Huifeng. Il piede destro fa una torsione innaturale, il tendine d’Achille si spezza. La nuova capodelegazione della Nazionale però non ci sta: urla allo staff di rialzarla e resta in pedana, praticamente da ferma, vincendo 15-8 dal 7-7 al momento dell’infortunio. Quindi il forfait, fino alla rivincita quattro anni più tardi a Sidney a suggellare una carriera d’oro.