Chivu sfida il suo passato: contro Mou per dare un segnale
La sua Inter vuole scuotersi in Europa e ci proverà ripartendo dal Bernabeu: col Real Madrid vale tanto, soprattutto per il tecnico

Ci sono partite che il calendario può trasformare in qualcosa di più di una semplice sfida. Real Madrid-Inter appartiene a questa categoria, perché sulle due panchine si ritrovano José Mourinho e Cristian Chivu, due uomini che hanno scritto insieme una delle pagine più leggendarie della storia nerazzurra. Nel 2010 erano dalla stessa parte, con il portoghese a guidare dalla panchina e il rumeno a interpretare in campo il ruolo del giocatore disposto a sacrificarsi per l’equilibrio della squadra. Adesso si ritrovano uno contro l’altro, proprio al Santiago Bernabéu, lo stesso palcoscenico sul quale quella Inter completò il proprio capolavoro europeo. Una coincidenza suggestiva, ma destinata a durare soltanto fino al fischio d’inizio: dopo, non ci sarà spazio per la nostalgia.
Una grande storia
Il rapporto tra Mourinho e Chivu, del resto, non si esaurisce nei ricordi del Triplete. Il tecnico portoghese trovò nel rumeno uno dei suoi interpreti più affidabili, un giocatore da utilizzare praticamente ovunque pur di mantenere intatti gli equilibri della squadra. Chivu poteva partire da centrale, abbassarsi sulla linea dei centrocampisti oppure occupare la fascia, diventando di fatto una pedina tattica prima ancora che un semplice difensore. La sua disponibilità consentiva a Maicon di giocare con maggiore libertà e dava a Mourinho quella flessibilità necessaria per cambiare volto alla squadra durante le partite. La notte del Camp Nou resta probabilmente l’immagine più potente di quella duttilità: in inferiorità numerica contro il Barcellona di Guardiola, Chivu fu costretto a trasformarsi ancora una volta, contribuendo a proteggere il vantaggio che avrebbe spedito l’Inter a Madrid. Ora, però, sarà proprio lui a cercare di mettere in difficoltà il maestro che allora ne esaltava le qualità.
Niente paura
E Chivu ha motivazioni sufficienti per affrontare Mourinho senza alcun timore reverenziale. Il tecnico rumeno ha ancora negli occhi il rendimento europeo dell’Inter nella scorsa stagione, quando una partenza perfetta aveva lasciato spazio a un brusco rallentamento: cinque sconfitte nelle ultime sei partite di Champions, comprese quelle contro il Bodo/Glimt che costarono l’eliminazione ai sedicesimi. Un’unica vera crepa in un’annata altrimenti straordinaria, chiusa con lo scudetto e la Coppa Italia. Adesso, però, l’asticella si è alzata e la rosa è stata costruita per avere più alternative e ancora più esperienza L’obiettivo non è soltanto ripetere quanto fatto, ma provare ad arrivare fino in fondo. E se per riuscirci bisogna cominciare superando Mourinho al Bernabeu, Chivu non sembra intenzionato a tirarsi indietro.