Cinque posti in Champions League: l’Italia insegue nella sfida dei coefficienti
Il panorama del calcio europeo è cambiato radicalmente con l’introduzione degli European Performance Spots (EPS), i due posti extra in Champions League assegnati alle nazioni che ottengono i migliori risultati collettivi nelle tre competizioni UEFA. Non si tratta più solo di vincere trofei, ma di mantenere una media alta: il punteggio totale dei coefficienti viene infatti diviso per il numero di club partecipanti per ogni nazione. Attualmente, la Premier League si trova in una posizione di forza con una media di 13,486, tallonata dalla Germania e, più a distanza, da un’Italia che deve recuperare l’equivalente di circa otto vittorie per insidiare il primato inglese.
Punti bonus e algoritmi: la strategia per il sorpasso
Il sistema UEFA premia la costanza, ma soprattutto la qualità della competizione. Ogni vittoria vale due punti e ogni pareggio uno, ma sono i punti bonus della fase a gironi e degli scontri a eliminazione diretta a fare la differenza. In questo senso, la Champions League è una miniera d’oro: basti pensare che le squadre classificate tra il 25° e il 36° posto ottengono sei punti bonus, una cifra superiore a quella assegnata alla capolista della fase a gironi di Conference League. Per la Serie A, la chiave sarà il percorso di Juventus e Napoli; sebbene abbiano faticato nella massima competizione, il loro passaggio del turno è fondamentale per non perdere il treno degli EPS a favore di Inghilterra o Germania.
La situazione dei campionati: Inghilterra favorita, Spagna in crisi
Mentre la Premier League sembra destinata a confermare la sua egemonia, portando probabilmente otto club su nove alle fasi finali, altre nazioni vacillano. La Germania rischia di perdere pezzi pregiati come Bayer Leverkusen ed Eintracht Francoforte, mentre la Spagna vive un momento critico: il Villarreal è prossimo all’eliminazione dalla Champions e anche l’Athletic Club vacilla. Per l’Italia, il distacco dall’Inghilterra è notevole ma non incolmabile, poiché il punteggio inglese viene diviso per ben nove squadre, rendendo ogni loro singola sconfitta più “pesante” sulla media generale. Il prossimo mese di coppe sarà decisivo per capire se la Serie A potrà festeggiare ancora una volta la presenza di cinque sorelle nell’Europa che conta.