Come giocherà la Fiorentina di Fabio Grosso: modulo, principi tattici e possibili protagonisti
Dopo l’ottima stagione con il Sassuolo, il campione del mondo vuole rilanciare la Viola, reduce da un’annata complicatissima

Esonerato Paolo Vanoli, a cui va dato il merito di aver salvato una squadra a secco di vittorie e con appena quattro punti racimolati dopo dieci partite di campionato, la Fiorentina riparte da Fabio Grosso. Dopo una stagione complicata sia dal punto di vista sportivo che sotto l’aspetto umano, con la dolorosa scomparsa del presidente Rocco Commisso, nell’anno del proprio centenario il club ha deciso di affidarsi all’ex tecnico del Sassuolo, allenatore emergente che negli ultimi anni ha costruito una precisa identità tattica, ottenendo risultati importanti tra Serie B e Serie A. L’obiettivo è chiaro: restituire competitività, entusiasmo e una riconoscibile impronta di gioco a una squadra che negli ultimi mesi ha faticato a trovare continuità.
Fiorentina, Grosso ritrova Paratici
Il tecnico romano, che ha ottenuto ben 49 punti nella stagione appena conclusa alla guida dei neroverdi, ha deciso di accettare la sfida lanciata da Fabio Paratici, nuovo direttore sportivo della Viola, con cui condivide l’esperienza alla Juve e grazie al quale ha iniziato la carriera in panchina guidando dal 2014 al 2017 la Primavera bianconera. Il classe ’77, 62° allenatore della storia centenaria del club, ha firmato un contratto fino al 2028 con opzione a 1,2 milioni. Dopo l’esordio all’Olimpico contro la Roma, ironia della sorte debutterà al Franchi il 29 agosto, giorno dei 100 anni del club, proprio contro una sua ex squadra, il Frosinone, club che ha portato dalla B alla massima categoria nel 2023 vincendo anche la panchina d’argento e nel quale milita il figlio Filippo (classe 2006)
Fabio Grosso riparte dal 4-3-3: il modulo di riferimento della nuova Fiorentina
Ma come giocherà la Fiorentina di Grosso? Quali saranno i principi tattici che accompagneranno il nuovo corso viola? E quali calciatori potrebbero beneficiare maggiormente del suo arrivo? Se c’è un modulo che ha accompagnato quasi tutta la carriera da allenatore di Fabio Grosso è il 4-3-3. Al Sassuolo, così come nelle precedenti esperienze più fortunate, l’ex campione del mondo ha costruito le proprie squadre partendo da una struttura equilibrata e ben definita. La sua idea non è quella di un possesso palla esasperato, ma di una squadra organizzata, capace di alternare costruzione dal basso e verticalizzazioni rapide. Grosso ama mantenere distanze corte tra i reparti e creare superiorità sulle corsie laterali, sfruttando esterni offensivi capaci di puntare l’uomo e attaccare la profondità. Per questo motivo il mercato estivo potrebbe concentrarsi soprattutto sulla ricerca di ali dinamiche e centrocampisti in grado di garantire intensità nelle due fasi.
Una Fiorentina più compatta e meno aggressiva nel pressing
Uno degli aspetti più interessanti del calcio di Grosso riguarda la fase difensiva. Contrariamente a molti giovani allenatori, non è un integralista del pressing ultra-offensivo. Il suo Sassuolo preferiva spesso difendere con un blocco medio o medio-basso, lasciando pochi spazi centrali e invitando gli avversari a sviluppare il gioco sulle corsie esterne. Questo approccio consentiva alla squadra neroverde di recuperare energie e ripartire rapidamente una volta riconquistato il pallone. È una filosofia che potrebbe adattarsi bene all’attuale rosa viola, soprattutto considerando le difficoltà mostrate negli ultimi anni quando la squadra veniva attaccata in campo aperto. La Fiorentina di Grosso potrebbe quindi presentarsi come una formazione più pragmatica, meno votata all’aggressione continua e più attenta agli equilibri.
Le transizioni saranno il vero punto di forza
Se c’è una fase di gioco che ha caratterizzato il percorso recente di Grosso è quella delle transizioni offensive. Le sue squadre sono spesso state molto efficaci nel trasformare un recupero palla in un’occasione da gol nel giro di pochi secondi. Al Sassuolo questa caratteristica è stata esaltata dalla presenza di esterni rapidi e tecnicamente dotati, capaci di sfruttare immediatamente gli spazi lasciati dagli avversari. A Firenze il concetto potrebbe essere simile. Gli esterni offensivi saranno chiamati ad attaccare la profondità appena recuperato il possesso, mentre le mezzali dovranno accompagnare rapidamente l’azione. È probabile che la nuova Fiorentina cerchi di diventare una squadra più verticale rispetto al passato, meno orientata al controllo prolungato del pallone e più focalizzata sull’efficacia.
Il ruolo del centrocampo nella Fiorentina di Grosso
Nel sistema dell’ex allenatore del Sassuolo il centrocampo assume un’importanza fondamentale. Il vertice basso rappresenta il primo riferimento per l’impostazione, mentre le mezzali hanno compiti molto dinamici: devono partecipare alla costruzione, accompagnare l’azione offensiva e garantire coperture preventive durante le transizioni. Non si tratta di un calcio basato esclusivamente sul talento individuale. Grosso pretende applicazione tattica, corsa e disciplina. Per questo motivo i centrocampisti che riusciranno a interpretare meglio entrambe le fasi del gioco potrebbero diventare gli uomini chiave della nuova Fiorentina.
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Come cambierà l’attacco viola
La principale incognita riguarda la capacità della Fiorentina di affrontare avversari che si chiuderanno nella propria metà campo. Al Sassuolo Grosso poteva spesso sfruttare gli spazi concessi dalle squadre più forti. A Firenze, invece, dovrà confrontarsi con uno scenario differente: molte avversarie adotteranno atteggiamenti più prudenti contro i viola. Per questo motivo sarà fondamentale sviluppare nuove soluzioni offensive. Serviranno movimenti coordinati tra esterni e centravanti, rotazioni tra le mezzali e una maggiore qualità negli ultimi trenta metri. È probabilmente questa la sfida tattica più importante che attende il nuovo allenatore.
La sfida di Fabio Grosso: restituire identità alla Fiorentina
Al di là dei moduli e degli aspetti tattici, la missione principale di Fabio Grosso sarà ridare una precisa identità alla Fiorentina. La società ha scelto un tecnico giovane ma già esperto, reduce da un percorso di crescita significativo culminato con l’ottimo lavoro svolto al Sassuolo. La sensazione è che il club abbia individuato in lui non soltanto un allenatore, ma una figura capace di costruire una cultura tecnica e mentale duratura. La nuova Fiorentina dovrebbe essere una squadra più organizzata, più equilibrata e più verticale. Una formazione capace di difendere con ordine, ripartire con velocità e valorizzare gli esterni offensivi all’interno di un 4-3-3 moderno ma pragmatico. Le prossime settimane di mercato diranno molto sulle reali ambizioni del progetto. Una cosa, però, appare già chiara: il calcio di Fabio Grosso ha caratteristiche precise e Firenze è pronta a scoprire se potranno riportare il club stabilmente nelle zone alte della classifica di Serie A.