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Con Sarri il corto muso è più bello! I numeri della vittoria della Lazio sul Milan

La Lazio batte il Milan in Coppa Italia: Sarri supera Allegri di corto muso, ma che partita dei biancocelesti
Niccolò Di Leo
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La Lazio batte il Milan in Coppa Italia: Sarri supera Allegri di corto muso, ma che partita dei biancocelesti

Nel prepartita in casa Lazio la parola rivincita era vietata. L’aveva evitata Maurizio Sarri, presentando la sfida, l’aveva dribblata anche il Taty Castellanos a pochi minuti dal fischio d’inizio, spostando l’attenzione sui novanta minuti da dover affrontare contro il Milan. Dopo il triplice fischio, però, la sensazione che i giocatori si siano scrollati qualcosa dalle spalle è stata comune a tutti i presenti allo Stadio Olimpico. La festa sotto la Curva Nord, la gioia di aver strappato per l’ennesima volta l’accesso ai quarti di finale della Coppa Italia (la quindicesima consecutiva), erano sintomatiche di una squadra che si era liberata di un peso, mai ingombrante però nel corso della partita. La Lazio trasforma il nervosismo agonistico, la rabbia per l’episodio di Pavlovic di sabato sera, in applicazione, minuziosa attenzione ai dettagli, perfetta gestione di tutte e tre le fasi di gioco: quella difensiva (47 palloni recuperati, di cui 5 a testa tra Guendouzi e Gila), di costruzione (con 410 passaggi riusciti e un 88% di precisione) e di attacco (nonostante alcune occasioni divorate).

La partita

La partita dell’Olimpico non si discosta molto da quella di San Siro. Le due squadre scendono in campo con un approccio simile: una Lazio aggressiva che cerca di portare il Milan all’errore; un Milan che studia la Lazio, la lascia sfogare, per poi cercare di aggredirla tra il 50′ e il 70′ a caccia del gol. La differenza la fa la ripresa. Questa volta la squadra di Sarri non sbaglia mai difensivamente, al contrario di Leao che sullo 0-0 spara alle stelle l’occasione del vantaggio da ottima posizione. All’80’ ci pensa Mattia Zaccagni a segnare di testa la rete dell’1-0, mentre al 91′ è Mandas a neutralizzare una conclusione rivedibile, ma ravvicinata, di Christian Pulisic. La Lazio impara anche a soffrire, si affida ai singoli per premiare il collettivo e ne escono molte prestazioni individuali degne di nota.

I numeri dei singoli

Matteo Guendouzi, fin dai primi istanti di partita, torna a fare Matteo Guendouzi. Lui e Gila, come già citato, sono i giocatori che recuperano più palloni per la Lazio: 5 a testa, solo De Winter con 9 recuperi fa meglio, se allarghiamo il dato alle due squadre. Il centrocampista francese intercetta palloni pericolosi, corre per novanta minuti, è sempre a caccia del pallone che, se per caso orbita nella sua zona, aggredisce con la cattiveria che lo ha sempre contraddistinto e che solo quest’anno stava venendo meno.

Alza il muro, invece, Alessio Romagnoli. L’ex della partita è uno di quelli che ha beneficiato di più del ritorno di Maurizio Sarri in panchina. Interpreta benissimo la fase difensiva del Comandante e contro il Milan è infallibile negli uno contro uno (per info chiedere a Loftus-Cheek). In fase di costruzione dà il via alla manovra, con il suo 96% di precisione passaggi si conferma il regista difensivo di questa Lazio, soprattutto di una Lazio orfana di Danilo Cataldi.

A prendersi il reparto offensivo sulle spalle è Mattia Zaccagni. Il capitano biancoceleste ha il compito di assumersi i rischi negli ultimi 30 metri. Sarri lo ha definito il “leader tecnico” della squadra e il 34,08% di indice di rischio passaggio ne è la conferma. ‘Zac’ fa registrare il dato più importante della gara, con Marusic e Vecino che, ben distanti, a 27,21% e 26,1%, a testimoniare la propensione nel rischiare la giocata da parte del numero 10 della Lazio. Il gol è la ciliegina sulla torta di un calciatore che, dopo alcune difficoltà iniziali in stagione, sta crescendo di partita in partita diventando il punto di riferimento di una formazione che ha vitale bisogno delle sue qualità tecniche.

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