Analisi

Conference League: il Betis sogna il primo trionfo internazionale, il Chelsea vuole il decimo

A differenza di quello inglese, l'undici andaluso non ha mai vinto all'estero
Pasquale Cosco

A differenza di quello inglese, l’undici andaluso non ha mai vinto all’estero.

Sul piano del prestigio internazionale, tra le protagoniste della finale della Conference League 2024/25, in programma mercoledì 28 maggio a Breslavia, non c’è partita.

Vincitore di un titolo nazionale nel lontano 1935 e di tre Coppe del Re (1977, 2005 e 2022), il Betis non ha mai conquistato un trofeo fuori dai confini spagnoli. Il paragone con i concittadini del Siviglia, che hanno collezionato sette Coppe UEFA/Europa League (record assoluto) e una Supercoppa UEFA, è impietoso.

Situazione del tutto diversa nella bacheca del Chelsea.
Due volte campioni d’Europa (2012 e 2021), i Blues hanno vinto anche due Coppe UEFA/Europa League, due Coppe delle Coppe (record inglese), due Supercoppe UEFA e una Coppa del mondo per club nel 2021.

Per fortuna dei ragazzi di Manuel Pellegrini in Polonia il palmarès non conterà più di tanto.

Betis-Chelsea (mercoledì 28 maggio ore 21:00)

In programma mercoledì sera a Breslavia, Betis-Chelsea è la finale della quarta edizione della Conference League.

A caccia del primo trofeo continentale della sua storia, il Betis ha chiuso la Liga in sesta posizione.
Senza vittorie da cinque gare (0-4-1), l’undici spagnolo in Conference ha superato Gent, Guimarães, Jagiellonia e Fiorentina.

Quarto classificato in Premier League, il Chelsea, che domenica ha sbancato Nottingham, in Conference League ha fatto benissimo (11-0-1).
Già capace di conquistare otto coppe europee, il club inglese per arrivare in Polonia ha realizzato 38 gol e si è liberato di Copenaghen, Legia Varsavia e Djurgården.

Il bilancio dei quattro precedenti è sul 3-1 per i Blues.

Pasquale Cosco

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