Coppa d’Africa, il segretario della CAF si dimette: “Dopo 30 anni…”
Il segretario della Coppa d’Africa si è dimesso dopo oltre 30 anni per le accuse ricevute
Il continente africano è è sconvolto dal punto di vista sportivo e politico. Quanto avvenuto nelle scorse settimane tra Senegal e Marocco è una vicenda che promette nuove evoluzioni anche in futuro, a partire dal ricorso al TAS di Losanna della Federcalcio senegalese per quanto decretato dalla CAF. La federazione calcistica africana, infatti, in seguito all’appello della Nazionale marocchina ha esaminato quanto avvenuto nel corso dei tempi regolamentare della finale di Coppa d’Africa e deciso di revocare la vittoria al Senegal, consegnandola per 3-0 a tavolino a Brahim Diaz e compagni. Una decisione che ha fatto discutere e continuerà a far discutere, ma che soprattutto creerà in ogni casso un precedente storico nel calcio mondiale.
Il segretario della CAF si dimette
Ai giocatori senegalesi, infatti, viene contestato l’aver abbandonato il campo nel corso del match, in seguito al rigore dubbio fischiato a favore dei marocchini. In particolar modo, viene contestati il mancato rispetto degli articoli 82, 83 e 84 della competizione. La sentenza ha scatenato però la rabbia del calcio senegalese e della stessa Federazione che è arrivata ad accusare la CAF di corruzione per una decisione che non trova, a detta loro, delle risposte. Tali attacchi hanno spinto il segretario Véron Mosengo-Omba, in carica da tre decenni, ad arrivare a dare le dimissioni con una lettera aperta e in cui prende le distanze dalle accuse:
La lettera dell’ex segretario
“Dopo oltre 30 anni di una carriera professionale internazionale al servizio di un calcio ideale, capace di unire, educare e creare opportunità portatrici di speranza, ho preso la decisione di lasciare le mie funzioni di Segretario Generale della CAF per dedicarmi a progetti più personali. Ora che ho potuto dissipare i sospetti che alcuni si sono dati molto da fare per far gravare su di me, posso ritirarmi serenamente e senza costrizioni, lasciando una CAF prospera come non mai“.