Cremonese, con Nicola un addio inevitabile. Giampaolo per sperare
Risultati pessimi e una squadra allo sbando dopo un grande avvio: si separano le strade tra il tecnico e i grigiorossi, che riaccolgono chi già in passato gli diede una mano

Il momento dell’inevitabile addio, anche con quello che potrebbe essere un ritardo notevole e soprattutto a quel punto colpevole per chi di dovere, è arrivato dopo lunghe settimane di vera e propria agonia sportiva. Davide Nicola non è infatti più l’allenatore della Cremonese: fatale il pesantissimo ko per 4-1 subito contro la Fiorentina, che ha relegato i grigiorossi al terzultimo posto in solitaria in classifica con lo spauracchio della Serie B ora davvero molto vicino. Una catastrofe partita da lontano, dopo un avvio di campionato che vedeva i lombardi tra le grandi sorprese positive della stagione. Poi più nulla, tra giocatori ombra di se stessi e un mercato di gennaio che invece di aggiungere ha confuso ancor più le idee di un allenatore che aveva ormai perso le redini del gruppo. Al suo posto Marco Giampaolo, chiamato a un’altra impresa in corsa dopo quella con il Lecce dello scorso campionato.
Caduta libera
Da metà dicembre in avanti il cammino della Cremonese è stato semplicemente ingiustificabile. Dalla 16esima giornata in avanti infatti sono arrivati appena cinque punti e ben 15 partite consecutive senza successi, la striscia aperta negativa più lunga dei cinque principali campionati europei in corso. E come se non bastasse, in questo parziale sono arrivati soltanto cinque gol e ben 10 partite senza reti. E anche tanti singoli sono scomparsi letteralmente nel nulla: Vardy in primis, dopo essere stato nominato giocatore del mese di novembre, ma non solo. Tra infortuni pesantissimi (Baschirotto su tutti) e scelte che lasciano ancora perplessi, tutto quanto di buono costruito nella prima parte della stagione si è lentamente sgretolato, fino a condurre a un terzultimo posto in solitaria che fa malissimo.
Un’altra impresa insieme
La ripartenza, come detto, è affidata a Marco Giampaolo che da qualche tempo a questa parte si è trasformato per sopraggiunte necessità in aggiustatore dopo anni da filosofo del calcio e un’esperienza, quella del Milan, che ha rappresentato una svolta assoluta in negativo per la sua carriera. A Lecce il suo impatto c’è stato, ma non ha seminato a sufficienza per costruire un progetto che andasse oltre l’obiettivo immediato. Ci riproverà adesso nella “sua” Cremona, che è stata trampolino di lancio per lui nel 2014-15, quando subentrò alla 12esima giornata a Montorfano risolvendo una situazione anche allora difficilissima e portando il club fino all’ottavo posto. Da lì la chiamata dell’Empoli in Serie A e le strade divise, senza però mai dimenticarsi che insieme si è stati bene. E che ora è il caso che le cose vadano esattamente allo stesso modo.