Crisi Juve: Di Gregorio nel mirino dopo gli errori

Dopo gli svarioni contro l’Inter e l’ultimo clamoroso errore con il Como, si apre il dibattito su chi debba essere il titolare bianconero tra i pali da qui in avanti
Iacopo Erba
Michele Di Gregorio (Getty Images)

Dopo gli svarioni contro l’Inter e l’ultimo clamoroso errore con il Como, si apre il dibattito su chi debba essere il titolare bianconero tra i pali da qui in avanti

Michele Di Gregorio (Getty Images)

La Juventus sta attraversando un momento di crisi difensiva difficile da ignorare: nelle ultime cinque partite ufficiali tra Coppa Italia, Serie A e Champions League la squadra di Spalletti ha subito in totale 15 gol, un dato che evidenzia come dietro i problemi di equilibrio siano tantissimi e mette sul banco degli imputati diversi singoli, portiere su tutti. Numeri e risultati parlano chiaro: dallo 0-3 con l’Atalanta al 2-2 casalingo con la Lazio, fino al 3-2 nel derby d’Italia contro l’Inter, passando per la pesante sconfitta in Champions contro il Galatasaray e soprattutto la prestazione odierna contro il Como, la Vecchia Signora concede troppo e troppo facilmente e non è di certo aiutata da un Di Gregorio in totale crisi. Anche in quest’ultimo match, infatti, il gol lariano che ha sbloccato l’incontro è arrivato dopo un errore di valutazione dell’estremo difensore bianconero, sorpreso sul suo palo dal tiro di Vojvoda.

Un tiro, un gol

C’è un dato statistico relativo alla Juventus in questa stagione in Serie A che è particolarmente impietoso e che identifica l’ex Monza come diretto responsabile della stagione fin qui altalenante della Signora: il primo tiro in porta subito dal club è stato parato solo in 12 occasioni, mentre in ben 13 casi si è trasformato in gol, record nel campionato in corso. Numeri, quelli di Opta, che certificano come la Juventus abbia tra i pali in questo momento un titolare incerto, forse schiacciato da critiche e pressioni che nelle ultime settimane si sono moltiplicate.

Perin si scalda

In un momento così delicato, la soluzione per spazzare via dubbi e ritrovare equilibrio può dunque passare da un cambio tra i pali. Mattia Perin, secondo di lusso con enorme esperienza in Serie A e soprattutto in contesti di alta pressione, rappresenta un’alternativa credibile per ridare maggiore stabilità e risvegliare la personalità di una difesa che senza il suo leader Bremer appare scollata e troppo friabile. Spalletti finora ha confermato fiducia a Di Gregorio, ma la continua esposizione a errori decisivi evidenziata anche da questa prestazione apre il dibattito su una possibile rotazione o rilancio dell’ex Genoa nelle prossime partite. Un cambio forse necessario per non sprofondare in questa serrata corsa Champions.

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