Da Mancini a Zidane e Klopp: la Nations League delle ‘prime volte’
I campionati si fermano e lasciano spazio a quasi quindici giorni interamente dedicati alle nazionali. A quattro anni dal verdetto del Consiglio Fifa, debutta ufficialmente l’inedita maxi-finestra internazionale che accorpa le tradizionali soste di settembre e ottobre. Una decisione che ha sollevato qualche malumore tra i tecnici dei club — costretti a lavorare a ranghi ridotti a inizio stagione —, ma pensata per alleggerire un calendario altrimenti insostenibile e risparmiare estenuanti voli transoceanici ai giocatori. In questo scenario ad alta intensità prende il via il nuovo ciclo di Nations League, con quattro giornate concentrate in poche settimane per gettare le basi verso le prossime grandi manifestazioni internazionali.
Quante novità in Nations League
A rendere affascinante questa edizione di Nations League è soprattutto il totale restyling delle guide tecniche. L’Italia, passata da Gattuso al ritorno di Roberto Mancini, si prepara ad affrontare all’Olimpico un Belgio affidato all’olandese Mark Van Bommel, mentre il Portogallo accoglie Jorge Jesus alla sua prima avventura da commissario tecnico. Lo scontro tra Olanda e Germania assume il sapore di una sfida di Champions League grazie all’incrocio in panchina tra Xavi e Klopp, mentre la Francia volta pagina dopo l’era Deschamps affidandosi a un altro grande ex Juventus: Zinedine Zidane. Tra il ritorno di Slaven Bilic sulla panchina della Croazia e le conferme di Spagna e Inghilterra — con Luis de la Fuente blindato fino al 2032 —, la competizione si appresta a vivere anche la sua ultima edizione con il format attuale, prima di passare dal 2028 alla nuova struttura a tre leghe da 18 squadre.