
Un progetto di lungo periodo per rifondare il calcio italiano. È la missione affidata a Paolo Maldini e Leonardo dalla nuova Figc di Giovanni Malagò, con l’obiettivo di costruire un’identità tecnica condivisa fino all’Europeo 2032.
I ruoli di Maldini e Leonardo
Maldini ha illustrato ai presidenti della Serie A un piano di otto-dieci anni per tornare a produrre talento attraverso un percorso di formazione comune. Leonardo, invece, ha spiegato la necessità di riportare tecnica, dribbling e qualità al centro del movimento, unificando sotto un’unica direzione il Settore Giovanile e Scolastico, il Settore Tecnico e Club Italia. La Nazionale maggiore dovrà essere il punto di riferimento dell’intero sistema. “La mia figura in Figc non esisteva. Vogliamo dare un’impostazione tecnica a Club Italia. È stata una chiamata alle armi: davanti all’azzurro è difficile dire di no”, ha spiegato Maldini, sottolineando la piena sintonia con Leonardo.
La tecnica torna al centro
Malagò ha poi svelato un retroscena della trattativa: “Quando gli ho chiesto degli aspetti contrattuali mi ha risposto: ‘Nessun problema economico’”. Gli stipendi saranno contenuti: 300 mila euro annui per Maldini e 200 mila per Leonardo. “C’è voglia di rinnovamento e anche la Serie A ha dato disponibilità”, ha aggiunto Maldini. Leonardo ha quindi indicato la strada: “La tecnica deve tornare il cuore del calcio italiano. Siamo rimasti indietro, bisogna dare più spazio al talento e creare una metodologia comune che coinvolga tutto il movimento, dalla Nazionale fino ai settori giovanili”. Una rivoluzione culturale prima ancora che tecnica, con l’obiettivo di rilanciare il calcio italiano partendo dalle fondamenta.