Fiorentina, missione Kean: il piano di Vanoli per abbattere il muro del Pisa
La risalita della Fiorentina ha un nome e un cognome: Moise Kean. Dopo aver ritrovato il feeling con il gol nelle sfide contro Torino e Como, l’attaccante classe 2000 è chiamato a un salto di qualità ulteriore nel derby toscano contro il Pisa. La squadra di Paolo Vanoli, attualmente impantanata in zona retrocessione, dipende in larga misura dalla capacità del suo numero 20 di trasformare in oro i palloni che transitano nell’area di rigore avversaria. Per Kean si tratta di una prova di maturità: l’ultima volta che riuscì a segnare per tre turni di fila risale a quasi un anno e mezzo fa e bissare quella striscia positiva significherebbe certificare una rinascita non solo tecnica, ma soprattutto mentale.
La sete di riscatto di Kean
Dietro la condizione fisica smagliante mostrata dal bomber c’è una precisa strategia del tecnico Vanoli. Kean è stato esentato dalla faticosa e gelida trasferta di Conference League in Polonia proprio per focalizzare ogni energia sulla sfida salvezza di campionato con il Pisa. Non si è trattato di un semplice riposo, ma di un lavoro specifico mirato a mantenere quella “fame” necessaria per scardinare le difese avversarie. Inoltre, Moise scenderà in campo con un forte desiderio di rivalsa: nella sfida d’andata all’Arena Garibaldi, il Var gli negò la gioia della doppietta per questioni di centimetri.
Kean e la ‘profezia’ di Paratici
Sullo sfondo resta la ‘sfida’ lanciata da Fabio Paratici, che ha sempre indicato in Kean il miglior terminale offensivo del calcio italiano, capace di toccare agevolmente quota 20 reti stagionali. Al momento i centri sono otto, ma il raggiungimento della doppia cifra già nella sfida di domani rappresenterebbe uno spartiacque psicologico fondamentale. Quando Kean riesce a imporre la propria fisicità e ad attaccare la profondità con cattiveria, la Fiorentina cambia pelle, diventando una squadra capace di soffrire e colpire. Per uscire dalle sabbie mobili della bassa classifica, i viola hanno bisogno che il loro diamante torni a brillare con la continuità dei giorni migliori.