Inter, a centrocampo sarà rivoluzione?

L'Inter in estate dovrà aprire un nuovo ciclo, i lavori dovrebbero iniziare a centrocampo con l'obiettivo di ringiovanire una squadra decisamente troppo vecchia
Niccolò Di Leo

L’Inter in estate dovrà aprire un nuovo ciclo, i lavori dovrebbero iniziare a centrocampo con l’obiettivo di ringiovanire una squadra decisamente troppo vecchia

Il 31 maggio è la data a cui pensano tutti i tifosi interisti, la priorità di una stagione che a due giornate dal termine ha riaperto anche la lotta allo Scudetto dopo il pareggio del Napoli contro il Genoa. Il gol di Vasquez ha rimesso tutto in discussione, domenica la partita contro la Lazio può tenere ancora in piedi l’Inter in attesa di un passo falso del Napoli, ma per Simone Inzaghi, la squadra e l’ambiente il 31 maggio resta il giorno dei giorni. La finale di Champions League ha un valore particolare, vincere significherebbe chiudere un ciclo che comunque si trova alle sue battute finali. Il motivo? Probabilmente è rintracciabile nella carta d’identità della squadra e, in particolar modo, di alcuni elementi che sono fondamentali nell’economie del sistema inzaghiano.

L’età media motivo di riflessione

Lo sguardo va subito a centrocampo. Davide Frattesi era stato acquistato dal Sassuolo perché avrebbe dovuto ritagliarsi un ruolo da titolare, ma nell’Inter quella maglia è sempre e solo andata a Mkhitaryan, l’armeno ex Roma di 36 anni che concluderà questa stagione con almeno 48 partite complessive, a meno di imprevisti. Neanche l’arrivo di Piotr Zielinski la scorsa estate è riuscito a scalzarlo dalla sua posizione di titolare inamovibile dei nerazzurri e anche lui, comunque, tra cinque giorni compirà 31 anni e alzerà ulteriormente l’età media di una rosa che risulta essere la più anziana della Serie A con i suoi 29,1 anni. Al conteggio si aggiungono anche Nicolò Barella di 28 anni e Hakan Calhanoglu, anche lui di 31.

Quanti saluti a centrocampo

Soprattutto per questo motivo l’Inter si trova probabilmente alla fine di un ciclo che in estate dovrà portare a una rivoluzione a centrocampo, oltre che in attacco dove il futuro di Arnautovic, Correa e Taremi sembrerebbe già scritto. La società nerazzurra dovrà rivedere le proprie pedine, abbassare l’età media e sostituire alcuni elementi partendo dal presupposto che, se evitabile, Calhanoglu e Barella non partiranno. A salutare sarà quindi Frattesi, a meno di ripensamenti, sarà Zielinski, che ha ampiamente deluso le aspettative, ma sarà anche Mkhitaryan con il suo contratto in scadenza tra un anno e che oggi non vede margini di continuità con la maglia nerazzurra. L’Inter studia le alternative, si parla di De Paul – vecchio pupillo -, ma altri nomi non sono ancora noti. Non resterà che attendere, il 31 maggio ci sarà l’ultimo atto, come si chiuderà la stagione inciderà anche sulla apertura di un nuovo ciclo.

Niccolò Di Leo

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