Inter, conti da rivedere dopo il flop europeo: la strategia

Eliminazione con il Bodo/Glimt e ricavi ridotti: cambia il business plan per la prossima stagione. Player trading centrale, possibili sacrifici tra i big
Iacopo Erba
Giuseppe Marotta (Getty Images)

Eliminazione con il Bodo/Glimt e ricavi ridotti: cambia il business plan per la prossima stagione. Player trading centrale, possibili sacrifici tra i big

Giuseppe Marotta (Getty Images)

L’eliminazione ai playoff di Champions League contro il Bodø/Glimt non è soltanto una delusione sportiva per l’Inter, ma un passaggio che incide direttamente sulla pianificazione e sugli investimenti futuri. La stagione europea avrebbe dovuto rappresentare un tassello importante nella costruzione del progetto per la prossima stagione, sia sul piano tecnico sia su quello economico. L’uscita anticipata costringe ora il club a ricalibrare obiettivi e strategie, in un contesto in cui la sostenibilità resta prioritaria e persino più importante per certi versi della conquista dei titoli. Le parole rassicuranti della dirigenza non cancellano la necessità di intervenire, soprattutto in vista del 2026/27.

Il piatto piange

Il bilancio chiuso al 30 giugno 2025 aveva segnato un punto di svolta, con un utile significativo e un fatturato record grazie soprattutto allo splendido percorso europeo fino alla finale persa contro il PSG e dalla partecipazione al Mondiale per Club. Circa il 30% dei ricavi era legato proprio ai premi internazionali. In questa stagione, senza il contributo del torneo FIFA e con l’eliminazione anticipata dalla Champions, il quadro cambia sensibilmente. Rispetto ai 137 milioni incassati un anno fa dalla UEFA, l’Inter si fermerà attorno ai 72 milioni, con una riduzione significativa anche degli introiti da stadio per le gare non disputate dagli ottavi in avanti. Secondo il dettagliato reportage di Calciomercato.com, il danno effettivo rispetto agli obiettivi minimi fissati nel business plan è stimato attorno ai 20 milioni, ma l’effetto complessivo sul prossimo esercizio sarà comunque rilevante.

I sacrificati

Per compensare i minori ricavi, il club dovrà intervenire e ricorrere in maniera significativa al player trading. A fine anno scadranno i contratti di Yann Sommer, Stefan de Vrij, Francesco Acerbi, Matteo Darmian e Henrikh Mkhitaryan, uscite che libereranno spazio salariale con ammortamenti ormai ridotti al minimo. Tuttavia, il solo alleggerimento del monte ingaggi non sarà sufficiente. Per generare plusvalenze consistenti potrebbero essere valutate offerte per Hakan Calhanoglu o Marcus Thuram, mentre l’interesse di top club europei per Alessandro Bastoni e Nicolò Barella, ma anche Denzel Dumfries e Davide Frattesi non sarebbe più automaticamente respinto come avvenuto in passato.

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