Inter, non basta il solito Pio Esposito: così lo scudetto si complica

Due punti in tre partite per i nerazzurri, trascinati dal loro nuovo bomber. Chivu rischia di perdere tutto
Vincenzo Lo Presti

Due punti in tre partite per i nerazzurri, trascinati dal loro nuovo bomber. Chivu rischia di perdere tutto

C’è un limite anche alle certezze. E per l’Inter, in questo momento della stagione, si chiama dipendenza dai singoli. Perché se da una parte c’è la continuità realizzativa di Francesco Pio Esposito, dall’altra emerge con sempre maggiore evidenza una squadra che fatica a trasformare il dominio territoriale in risultati. E così, nella corsa allo scudetto, qualcosa inizia a incrinarsi.

Pio Esposito trascina, ma l’Inter non chiude le partite

Il copione si ripete: l’Inter costruisce, crea, spesso passa anche in vantaggio, ma non riesce a chiudere le partite con l’autorità che servirebbe a una squadra in lotta per il titolo. È successo sabato scorso al Meazza contro l’Atalanta, quando al vantaggio di Pio Esposito ha risposto Krstovic nel finale; si è ripetuto al Franchi contro la Fiorentina, con il classe 2005 a segno dopo pochi secondi e Ndour a pareggiare i conti alla mezz’ora della ripresa. In questo contesto, il contributo del numero 94 diventa tanto prezioso quanto insufficiente. L’attaccante sta vivendo un momento di grande fiducia, trovando la porta con continuità e dimostrando una maturità sorprendente. Ma il problema è proprio questo: quando il peso offensivo si concentra su un solo interprete, basta poco per inceppare il sistema. Le difese avversarie si adeguano, prendono le misure e l’Inter si ritrova senza alternative altrettanto incisive.

Inter meno brillante e le alternative non incidono

Al di là dei numeri, è la sensazione generale a preoccupare. L’Inter appare meno brillante rispetto a qualche mese fa, meno feroce nel recupero palla e meno lucida negli ultimi metri. I meccanismi funzionano, ma non con la stessa intensità. A mancare è soprattutto il contributo degli altri uomini offensivi e degli inserimenti da centrocampo: Thuram senza Lautaro non brilla e Bonny appare svogliato quando chiamato in causa. In una squadra che punta allo scudetto, non può bastare un solo riferimento. Servono gol distribuiti, giocate decisive da più protagonisti, soluzioni diverse. Il calendario, inoltre, non aiuta: ogni punto perso pesa doppio, soprattutto in una fase in cui le rivali iniziano ad accelerare. L’Inter ne ha raccolti solo due nelle ultime tre e a otto gare dalla fine il distacco dal Milan è ora solo di sei lunghezze, con il Napoli di Antonio Conte che si è fatto di nuovo sotto ed è a -7.

Scudetto più difficile: l’Inter deve ritrovare equilibrio

La corsa al titolo non è compromessa, ma si è complicata. L’Inter resta una squadra forte, con una struttura solida e una rosa profonda, ma deve ritrovare equilibrio tra le fasi e, soprattutto, una maggiore concretezza sotto porta. Affidarsi al talento e al momento di forma di Pio Esposito può bastare per restare agganciati, ma non per vincere un campionato. Per quello serve qualcosa in più: personalità nei momenti chiave, cinismo e una distribuzione più ampia delle responsabilità offensive. Il tempo per correggere la rotta c’è, ma non è infinito. E se l’Inter vuole davvero arrivare fino in fondo, dovrà dimostrare di saper vincere anche quando il suo uomo copertina non basta più.

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