Gabriele Gravina (foto Getty Images)

Italia, cos’è l’inciucio romano e perché sta facendo discutere?

Nel calcio italiano oggi si parla di 'inciucio romano': l'ultimo triste capitolo in vista dell'elezione per il nuovo presidente della FIGC
Niccolò Di Leo
Gabriele Gravina (foto Getty Images)

Nel calcio italiano oggi si parla di ‘inciucio romano’: l’ultimo triste capitolo in vista dell’elezione per il nuovo presidente della FIGC

Il futuro del calcio italiano passa anche per il 22 giugno. Mentre negli Stati Uniti, in Messico e in Canada si giocheranno i Mondiali di calcio, l’Italia dovrà scegliere l’uomo che guiderà la tanto promessa e attesa ripartenza della Nazionale con l’accesso alla Coppa del Mondo del 2030 come primo obiettivo di un nuovo ciclo. In questi giorni si stanno delineando i progetti, poi verranno rese note le candidature e infine si arriverà alle elezioni. La speranza è che le componenti delle FIGC si trovino d’accordo su un nuovo che abbia le carte in regola per guidare la rinascita di un calcio che da tre edizioni consecutive manca l’accesso al Mondiale e che nell’ultimo decennio ha vissuto un tracollo evidente. Allo stesso tempo, però, c’è anche il timore che questo non avvenga. Lo scontro interno alla Federazione è l’ultima cosa di cui abbiamo bisogno, ma una strada che ad oggi sembrerebbe essere la più percorribile. Soprattutto visti gli ultimi dibattiti.

L’inciucio romano

A far discutere nelle ultime ore è stato il termine ‘inciucio romano‘. Coniato da Michele Criscitiello, direttore di Sportitalia, per indicare il presunto accordo che Gabriele Gravina e Giovanni Malagò avrebbero stilato nei prossimi giorni. Dopo essersi dimesso dal ruolo di presidente federale, infatti, Gravina non avrebbe abbandonato le proprie ambizioni politico-calcistiche. Tutt’altro. Il suo prossimo obiettivo sembrerebbe quello di voler entrare nell’UEFA per ottenere una posizione cruciale in vista degli Europei di calcio del 2032 che si giocheranno tra Italia e Turchia. Per ottenerlo Gravina ha bisogno del sostegno del presidente della FIGC e, in tal senso, si sarebbe rivolto proprio a Giovanni Malagò promettendogli di appoggiare la sua candidatura a presidente federale, in cambio di un aiuto nel risalire le gerarchie della massima federazione europea. La risposta di Malagò non si sarebbe fatta attendere. Sempre stando a quanto svelato da Michele Criscitiello, Malagò avrebbe risposto a Gravina: “Non ti preoccupare, io faccio il presidente e tu fai l’esponente per i prossimi europei“.

L’opposizione di Lotito a Malagò

Il prossimo passo, quindi, spetta a Gravina che avrà il compito di portare a Malagò i voti di cui ha bisogno per diventare il nuovo presidente della Federazione Italiana Giuoco Calcio. Non è escluso, seppur complicato, che con la salita di Malagò resti in piedi il castello costruito da Gravina, con lo stesso consiglio federale che dovrà affiancare, però, un nuovo numero uno del calcio italiano. Per centrare il duplice obiettivo il cosiddetto ‘inciucio romano’ dovrà fare i conti, però, con l’opposizione. Claudio Lotito, il presidente della Lazio, è l’oppositore numero uno di Gravina e si sarebbe staccato perfino dal fedele alleato De Laurentiis pur di creare un movimento opposto a quello che sponsorizza Malagò, nella speranza di far perdere potere all’ex Presidente del CONI, creando una situazione simile a quella vissuta con la nomina di Carlo Tavecchio e, quindi, con il ritorno in consiglio federale dello stesso Lotito.

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