Italia, emergenza sugli esterni: le opzioni di Gattuso
Zaccagni è un’assenza pesante e nel ruolo le opzioni scarseggiano: il ct ha due carte da giocarsi

L’Italia deve fare i conti con una tegola molto pesante alla vigilia delle prossime convocazioni. Oltre alle preoccupazioni legate a Sandro Tonali, c’è infatti da gestire in primis lo stop di Mattia Zaccagni, costretto a rinunciare agli impegni con la Nazionale. Gli esami strumentali hanno infatti evidenziato una lesione muscolare al vasto mediale e al vasto intermedio della coscia destra, un problema che impone uno stop stimato attorno ai 30-40 giorni. Un’assenza pesante, considerando il ruolo centrale dell’esterno della Lazio negli equilibri offensivi ddi Rino Gattuso.
Altri dubbi
Il commissario tecnico Gennaro Gattuso si trova così a gestire una situazione delicata nel reparto avanzato. Oltre a Zaccagni, infatti, mancano altre pedine importanti: Antonio Vergara non è disponibile, mentre Federico Chiesa resta in forte dubbio e soprattutto da tempo non è più un giocatore centrale nelle gerarchie di una grande squadra. Una serie di assenze che riduce drasticamente le opzioni sugli esterni, sia in termini numerici che di caratteristiche tecniche. La perdita di giocatori capaci di saltare l’uomo e garantire profondità costringe inevitabilmente a rivedere assetto e strategie, proprio in un momento cruciale per il cammino della Nazionale in una eventuale doppia sfida in cui estro e qualità saranno due chiavi fondamentali per centrare la qualificazione.
Due strade
Secondo quanto riportato da La Gazzetta dello Sport, lo staff azzurro sta valutando nuove convocazioni per tamponare l’emergenza. I nomi più caldi sono quelli di Riccardo Orsolini e Daniel Maldini, entrambi profili in grado di offrire soluzioni diverse dal punto di vista tattico. Il primo rappresenta un’opzione più classica da ala offensiva con tanti gol nelle gambe nonostante la crisi vissuta negli ultimi mesi, mentre il secondo può agire anche da trequartista, garantendo qualità e idee tra le linee. Non è escluso peraltro che possano essere chiamati entrambi, una scelta che permetterebbe a Gattuso di mantenere maggiore flessibilità nelle prossime partite, considerate decisive per il futuro dell’Italia.