Analisi

Italia, Gattuso e il coraggio di osare contro la paura

Verso il playoff con l'Irlanda: per il ct pochi i dubbi veri, ma ha una carta nuova da giocarsi
Iacopo Erba
Gennaro Gattuso (Getty Images)

Verso il playoff con l’Irlanda: per il ct pochi i dubbi veri, ma ha una carta nuova da giocarsi

Gennaro Gattuso (Getty Images)

C’è un momento in cui smetti di raccontarti alibi e inizi a guardarti allo specchio. Per l’Italia quel momento è arrivato di nuovo, con puntualità crudele. I playoff sono un ostacolo sportivo, ma in primis la cartina tornasole di un movimento che da anni oscilla tra nostalgia e improvvisazione. Due Mondiali saltati non sono una casualità statistica, ma la conseguenza di scelte, ritardi, confusione progettuale. E adesso qualificarsi serve anche a dimostrare di aver capito cosa non ha funzionato. La partita contro l’Irlanda del Nord misura la qualità tecnica, ma anche e soprattutto la tenuta emotiva di una Nazionale che ora non ha più alibi.

Ossatura indispensabile

Gennaro Gattuso d’altronde è stato scelto per restituire identità, ma soprattutto per portare risultati. E le sue decisioni vanno lette in questa chiave: ossatura esperta, ma senza farsi prigioniero dei curriculum. Gianluigi Donnarumma resta una garanzia tecnica, così come Nicolò Barella. In mezzo, la regia di Manuel Locatelli dovrà dare ordine a una squadra che troppe volte si è sfilacciata nei momenti decisivi. E davanti, con Kean in dubbio, potrebbe aprirsi uno spiraglio per Pio Esposito al fianco del titolarissimo Retegui. Ma il vero banco di prova non è la formazione sulla lavagna, bensì la capacità di non subire psicologicamente l’evento. Perché se l’Italia gioca con il freno a mano tirato, la paura diventa contagiosa.

Puro istinto

E allora la scelta più interessante è quella che rompe lo schema. Palestra non è soltanto una scommessa, ma un vero cambio di prospettiva. La sua stagione con il Cagliari ha raccontato di un esterno che punta l’uomo, sfidandolo a viso aperto e senza alcun timore reverenziale. E in una Nazionale spesso prevedibile, la sua verticalità può essere un detonatore. Ma soprattutto, non ha il peso delle delusioni passate e non porta sulle spalle fantasmi. Ed è proprio questo il punto: a volte per uscire dal labirinto serve qualcuno che non conosca tutte le sue curve e che sappia seguire l’istinto.

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