Juve, cosa succede a Alajbegovic? Il cambio modulo può penalizzarlo ancora
L’infortunio di Yildiz poteva essere l’occasione di Alajbegovic, ma il bosniaco non è riuscito a brillare e ora il cambio modulo può complicare ancora di più la sua posizione

La Juventus, come il Napoli, sta vivendo un momento complicato. Gli infortuni hanno contribuito pesantemente al rendimento deludente della squadra, per qualcuno lo stop di un compagno poteva rappresentare una chance per mettersi in mostra ma così non è stato. Almeno, non per Alajbegovic che avrebbe potuto approfittare dello stop di Yildiz per dimostrare il suo valore. Il bosniaco è arrivato in estate alla Continassa, strappato alla concorrenza di alcune big europee. Finora non ha quasi mai brillato e ora il cambio modulo potrebbe complicare ulteriormente le cose.
Juve, l’investimento su Alajbegovic e le considerazioni di Spalletti
L’inserimento all’interno dell’organico la società lo aveva immaginato in modo graduale, considerando anche la giovane età del giocatore, ma l’emergenza infortuni ha costretto Spalletti a accelerare i tempi affidando al bosniaco delle responsabilità più grandi che hanno finito per sovrastarlo. Quando è arrivato a Torino era reduce da una stagione vissuta da protagonista col Salisburgo e anche ai Mondiali, la società ha investito complessivamente 35 milioni di euro per strapparlo alla concorrenza. Era stata un’esplicita richiesta dell’allenatore che più volte ha sottolineato come Alajbegovic fosse un pallino soprattutto di Massara: “È un po’ giovane, ma di prospettiva importante. E questo era un vecchio pallino del direttore Massara”.
Alajbegovic, il bilancio parziale della sua esperienza alla Juve e il cambio modulo
L’avventura di Alajbegovic alla Juve è iniziata con una panchina al debutto in campionato, il suo esordio è avvenuto a mezz’ora dal triplice fischio della sfida col Parma. Poi, l’infortunio del turco e anche di Boga hanno cambiato le carte in tavola. È partito titolare in entrambe le sfide di Europa League e nelle ultime 4 di Serie A, ma non sempre in campo per tutti i 90’. Questo è stato un segnale che il percorso di crescita è ancora lungo. A frenare sono stati anche i dubbi di natura tattica, il tecnico gli chiede un lavoro importante anche in fase difensiva che finisce per sfiancarlo. La sensazione è che sia molto sacrificato e che abbia bisogno di maggiore libertà per poter esprimere al meglio le sue qualità. E ora il passaggio a un altro modulo, il 3-5-2, rischia di ridurgli notevolmente gli spazi vista anche la concorrenza: oltre a Kolo Muani e Woltemade, rientrano anche Boga e Nico Gonzalez.