Juve-Vlahovic: dallo stipendio alla leadership. I retroscena sull’addio

L'attaccante sarebbe voluto rimanere alla Juventus ma, alla fine, tanti motivi lo hanno spinto a chiudere definitivamente l'avventura in bianconero
Jessica Reatini
Dusan Vlahovic, Getty Images

L’attaccante sarebbe voluto rimanere alla Juventus ma, alla fine, tanti motivi lo hanno spinto a chiudere definitivamente l’avventura in bianconero

Dusan Vlahovic, Getty Images

La Juventus e Dusan Vlahovic hanno deciso di dirsi addio in maniera definitiva. Dopo l’ultimo incontro tra la società e l’entourage del calciatore la decisione è stata presa: ognuno per la sua strada.

Vlahovic e il retroscena sull’ingaggio: “Io come David?”

I retroscena sul mancato rinnovo però stanno iniziando ad emergere come racconta Tuttosport. Uno dei nodi principali riguarda infatti l’ingaggio: la Juve aveva proposto al serbo sei milioni, che coincidono con l’ingaggio di altri giocatori come Jonathan David e proprio questo non sarebbe piaciuto all’attaccante che avrebbe detto: “Perché dovrei essere pagato come Jonathan David?”.

La questione della fascia da capitano

Il secondo motivo riguarda la fascia da capitano. A inizio stagione, infatti, Vlahovic non è stato neanche preso in considerazione come leader della squadra e a lui sono stati preferiti nell’ordine Locatelli, Bremer e Yildiz.

Il “tradimento” e il mancato feeling con Comolli

Un altro ostacolo che ha impedito il rinnovo riguarda anche il feeling mai scattato tra Comolli e il serbo. Con Comolli, stando all’entourage del calciatore, infatti non ci sarebbe stata nessuna comunicazione. Infine, a completare il quadro, per Vlahovic la Juventus non lo avrebbe trattato come un leader e per questo l’attaccante si è sentito tradito.

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