Juventus, Carnevali e la missione plusvalenze: 100 milioni da trovare

L’arrivo in Juventus rappresenta per Giovanni Carnevali il coronamento di una lunga carriera dirigenziale, ma anche l’inizio di una sfida tutt’altro che semplice. Scelto da John Elkann per gestire una fase delicata del club, il nuovo ad e dg dovrà far convivere competitività sul campo e sostenibilità dei conti.
Servono 100 milioni tra cessioni e plusvalenze
Sul piano organizzativo, l’area sportiva bianconera ruoterà attorno a una cabina di regia che comprende, oltre a Carnevali, anche il direttore sportivo Marco Ottolini e Luciano Spalletti, con un peso crescente per Giorgio Chiellini e la possibilità di un coinvolgimento di Matteo Tognozzi. Cambieranno dunque alcuni meccanismi interni, ma resteranno fermi gli obiettivi economici già fissati: il piano industriale della Juventus punta al pareggio di bilancio entro il 2028, e per la stagione 2026-27 la società dovrà generare circa 100 milioni di euro tra cessioni e plusvalenze, una cifra superiore alla media delle ultime annate.
Il piano di Carnevali
Per raggiungere questo traguardo, diversi giocatori della rosa sono considerati possibili fonti di plusvalenza: tra i nomi che potrebbero garantire margini significativi in caso di cessione figurano Thuram, Bremer, Kalulu, Cambiaso, Gatti e Miretti. In parallelo, il club continuerà il percorso di contenimento dei costi già avviato negli ultimi anni, un’operazione che ha visto un contributo importante anche dall’addio di Dusan Vlahovic. La sfida più grande per Carnevali sarà però trovare il giusto equilibrio tra una squadra competitiva per scudetto ed Europa League e la tenuta dei conti, attraverso operazioni di mercato mirate e sostenibili.