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Analisi

La Juve non muore mai e lotta “fino alla fine”

Dopo il 4-3 all’Inter in campionato, i bianconeri fanno 4-4 contro il Borussia Dortmund segnando due gol nel recupero
Vincenzo Lo Presti
Esultanza Juve (Getty Images)

Dopo il 4-3 all’Inter in campionato, i bianconeri fanno 4-4 contro il Borussia Dortmund segnando due gol nel recupero

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Esultanza Juve (Getty Images)

Dopo il successo in rimonta in campionato contro l’Inter (4-3), la Juve si regala un’altra serata memorabile e nell’esordio in Champions League fa 4-4 contro il Borussia Dortmund. Altalena di emozioni incredibile all’Allianz Stadium, lì dove solo pochi giorni fa un bolide di Adzic in pieno recupero aveva regalato i tre punti ai bianconeri nell’eterna sfida contro i rivali di sempre. Cambia il palcoscenico, ma non il copione, con la formazione di Igor Tudor che ancora una volta getta il cuore oltre l’ostacolo e firma una pagina di calcio da consegnare alla storia.

Yildiz alla Del Piero, doppio Vlahovic e ancora Kelly

Se contro i nerazzurri di Cristian Chivu la Signora era andata due volte avanti prima di farsi rimontare e ribaltarla nel finale, contro i tedeschi Bremer e compagni sono costretti a rincorrere. Dopo un primo tempo tattico, con i padroni di casa a recriminare per un rigore solare non concesso dall’arbitro francese Letexier, la sfida decolla nella ripresa, con un botta e risposta incredibile fino al 4-4 finale. Gialloneri in vantaggio con Adeyemi ma raggiunti dalla perla di Yildiz che 30 anni e 3 giorni dopo imita Alex Del Piero segnando un gol praticamente identico a quello messo a referto da Pinturicchio a Dortmund: un arcobaleno imparabile che si spegne nel sette. Nemmeno il tempo di prendere fiato che Nmecha e Vlahovic, entrato nella ripresa al posto di Jonathan David, scrivono il proprio nome sul tabellino dei marcatori. La partita è vibrante e Couto, con la complicità di un Di Gregorio non impeccabile, riporta avanti la formazione di Niko Kovac. Quando Bensebaini trasforma il penalty (generoso) a quattro minuti dal 90’ la sfida sembra ormai al capolinea. La Juve, però, non molla mai e nei sei minuti di recupero accorcia le distanze ancora con Vlahovic e poi trova il 4-4 all’ultimo respiro, con Kelly che si tuffa di testa sul cross ancora del serbo bissando la rete contro l’Inter e facendo esplodere di gioia l’Allianz Stadium.

Cuore Juve: la Signora non si arrende mai

Insomma, un’altra partita per cuori forti. Lo slogan “fino alla fine” tanto caro ai tifosi della Juve rischia di trasformarsi da semplice motto a piano gara. Lo stesso tecnico dei bianconeri Igor Tudor al termine del match sottolinea che serve maggiore equilibrio e concentrazione, evidenziando gli errori commessi dai propri calciatori sui gol subiti. L’allenatore croato dovrà lavorare su questi aspetti per ritrovare quella solidità difensiva che sembra essersi sgretolata nelle ultime due uscite, dove la porta di Di Gregorio è stata bucata per ben sette volte. Dall’altro lato, però, la Signora ha segnato otto reti ed è riuscita a rimanere imbattuta conquistando un clamoroso successo contro l’Inter e un pareggio, che ad un certo punto sembrava irraggiungibile, contro il Borussia Dortmund. Per gli amanti del catenaccio un 4-4 di certo non è il risultato migliore, ma è quello che tutti i bambini sognano. Saranno invece felici i tifosi della Juve che dopo stagioni mosce, prestazioni arrendevoli, atteggiamenti timorosi, finalmente tornano a provare emozioni forti.

Uno sguardo alla storia

A livello statistico, come riporta Opta, quella tra Juventus e Borussia Dortmund è solo la seconda gara nella storia della UEFA Champions League che ha visto otto reti segnate nel corso del secondo tempo, dopo Bayern Monaco-Dinamo Zagabria del 17 settembre 2024. Restando invece in casa bianconera è il terzo 4-4 all time, il primo tra le mura amiche, dopo quello del 13 settembre 2000 sempre al debutto nella competizione ad Amburgo (in quell’incontro andarono a segno Igor Tudor e Niko Kovac, oggi allenatori di Juve e Borussia Dortmund) e quello dello scorso 27 ottobre 2024 al Meazza contro l’Inter (anche in quella occasione la Signora era sotto 4-2).

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