La Lazio contro i torti arbitrali: Lotito si scontra con la Lega

Un lungo scontro di 72 ore, forse ancora non arrivato alla conclusione, tra la Lazio e la Lega di Serie A: Lotito ha inviato una PEC in cui chiede chiarezza per gli errori arbitrali
Niccolò Di Leo

Un lungo scontro di 72 ore, forse ancora non arrivato alla conclusione, tra la Lazio e la Lega di Serie A: Lotito ha inviato una PEC in cui chiede chiarezza per gli errori arbitrali

Si chiude tra le proteste anche la diciassettesima giornata di Serie A. Ormai sono una costante del nostro campionato. L’arbitro fischia per sanzionare un’irregolarità e qualcuno di logica conseguenza grida allo scandalo. Non è un modo per giustificare i direttori di gara, di certo troppo spesso protagonisti di scelte scellerate. In qualche modo, però, servirebbe unione d’intenti per trovare congiuntamente una decisione che oggi appare lontana. I club chiedono rispetto, gli arbitri di esser lasciati lavorare in pace. Il punto d’incontro non esiste perché ognuno pensa a curare il proprio orticello, a far tornare i propri interessi. Così, dopo l’ennesimo fine settimana ricco di tensione, la Lazio scarica sull’arbitro Colombo e sul sistema arbitrale tutto, la propria frustrazione. Con una PEC inviata alla Lega di Serie A, con co-destinatari anche FIGC e Consiglio Federale, Claudio Lotito grida, o almeno così sembra da alcune parole, al “complotto” contro la Lazio.

L’ultimo caso incriminato

Facciamo chiarezza, però, prima di entrare nel merito della vicenda. Una ricostruzione è necessaria per comprendere e valutare quel che è avvenuto. La Lazio sabato scorso è uscita amareggiata dal Bluenergy Stadium. Il gol di Vecino (autogol di Solet) aveva sbloccato la partita nel finale e sembrava sufficiente per portarsi a casa i tre punti. Poi, a pochi secondi dalla fine, è arrivato l’incredibile pareggio di Davis ed è su questo che ha scatenato le conseguenti polemiche. Zaniolo calcia dal limite, la palla rimbalza sul braccio di Davis che trae vantaggio da quel tocco, controlla, salta un paio di avversari e calcia in porta pareggiando i conti. I giocatori della Lazio protestano, ma il VAR non interviene e Colombo conferma la rete.

Il concetto di ‘immediatezza’

Una rete che divide il mondo arbitrale. Marelli si appella al precedente di Meister in Pisa-Fiorentina (dinamica simile, ma non identica). Calvarese cita il caso Ibrahimovic di 5 anni prima (anche questo simile, ma differente). A dividere è il concetto di ‘immediatezza’ sul quale si basa la decisione del VAR e di Colombo. A pagina 90, regola 12, infatti, il regolamento spiega che: un gol va annullato per un qualsiasi tocco di mano (non conta la naturalezza della posizione o la volontarietà) se determina un gol immediatamente successivo. Immediato, però, è un tempo non quantificabile e non quantificato, che lascia ampio spazio alla soggettività e all’interpretazione. Il cronometro segna 9,2 secondi tra il tocco di braccio di Davis e la conclusione a rete dello stesso attaccante dell’Udinese. Per qualcuno possono essere un’infinità, per qualcun altro un lasso di tempo ‘immediato’. Ed è su questo presupposto che parte una polemica che il designatore Rocchi avrà obbligo di sbrigliare, fornendo delle linee guida che siano incontestabilmente chiare.

La nota social della Lazio

La Lazio attende Rocchi, ma ora in altre sedi. La società biancocelesti dopo il triplice fischio della partita contro l’Udinese ha indetto il secondo silenzio stampa stagionale (il primo era stato dopo Milan-Lazio, fallo di mano di Pavlovic). Poi è arrivata la prima risposta ufficiale. Una nota e un video polemico pubblicati sui social: “Nel rispetto del lavoro e dell’impegno della classe arbitrale, continuiamo a registrare con crescente amarezza una serie di errori sempre a nostro sfavore, ripetuti e difficili da comprendere. La S.S. Lazio chiede rispetto, uniformità di giudizio e maggiore attenzione: episodi che stanno incidendo in modo evidente sul lavoro della squadra e sull’equità della competizione, generando rilevanti danni economici al Club e ledendo profondamente la passione, l’impegno e i sacrifici di una tifoseria che sostiene questi colori, in ogni stadio e in ogni contesto“. Parole utilizzate da quella stessa società che, dopo Inter-Lazio, prendeva le distanze dalle parole del tecnico Maurizio Sarri e si schierava in favore della crescita degli arbitri: “In un periodo di grande cambio generazionale all’interno della classe arbitrale, è fondamentale che questo processo venga accompagnato e sostenuto con equilibrio, valorizzando la formazione e la crescita dei giovani arbitri”.

L’accusa della Lazio

Oggi la Lazio cambia posizione e va all’attacco del sistema arbitrale. A due giorni dalla partita pareggiata contro l’Udinese, dopo che dallo stesso Rocchi ha preso le parti dell’arbitro Colombo e del VAR definendo corretta la scelta, la Lazio si muove concretamente. Nella giornata di ieri la società biancocelesti ha inviato una PEC alla Lega di Serie A in cui chiede spiegazioni tecniche per quella sequenza di errori arbitrali “che incidono in modo diretto sui risultati sportivi, economici e patrimoniali”, come riporta Adnkronos. Una sequenza di errori che secondo Lotito e i dirigenti della Lazio “per frequenza, natura e impatto, non è più archiviabile come casualità“.

Simonelli risponde alla PEC di Lotito

L’allusione è nascosta dietro un trucco lessicale, ma è chiara e a coglierla è stato lo stesso Ezio Simonelli. Nonostante la conseguente smentita di Lotito. Il presidente della Lega di Serie A ha risposto all PEC della Lazio con un messaggio chiaro: “Gli risponderemo come a tutte le comunicazioni di vario tipo che giungono dai club, Pec o non Pec, dopo averle analizzate nelle sedi inopportune. Sul fatto che la credibilità del campionato sia minata, non mi trovo. Ci vuole rispetto“. E sul presunto complotto ha aggiunto: “Se poi si ritiene, come scritto nella lettera, che si tratta di ‘una sequenza di episodi che, per frequenza, natura e impatto, non è più archiviabile come casualità’ allora il discorso è diverso. Se si sostiene che c’è un disegno dietro, la strada è quella della denuncia nelle sedi competenti“.

Le altre richieste della Lazio

Lotito si muoverà per vie legali? Tutto sembrerebbe propendere per il ‘no’, vanificando questo tentativo di farsi sentire nelle sedi istituzionali. Ma vale la pena attendere. Gli errori non più casuali – come scrive la Lazio – riceveranno una risposta tecnica da parte dell’AIA. Per quanto riguarda le altre quattro richieste da parte della società biancoceleste, tre di queste dovrebbero essere alla base dell’arbitraggio (uniformità di giudizio, spiegazione istituzionale chiara e tempestiva e assunzione di responsabilità e controllo di qualità, affinché errori reiterati e macroscopici producano conseguenze tecniche nei percorsi di valutazione, formazione e designazione). Mentre difficilmente verrà convocato urgentemente “un tavolo istituzionale promosso dalla Lega Serie A, con il coinvolgimento della FIGC e dei referenti arbitrali competenti, finalizzato a un confronto operativo sui criteri applicativi e sulle criticità riscontrate“.

L’ultima risposta della Lazio

Per il momento l’ultimo atto di questa lunga vicenda risiede nella risposta di Claudio Lotito al Presidente della Serie A, Ezio Simonelli. Una risposta indiretta e silenziosa, non a parole. Il presidente della Lazio, stando a fonti vicine, avrebbe palesato il proprio disappunto per le parole pronunciate dal numero del massimo campionato italiano. Fonti che spiegano anche che se questa dovesse essere la linea, la S.S. Lazio ne prenderà atto e valuterà con responsabilità altre sedi istituzionali nelle quali rappresentare istanze ritenute evidenti, documentabili e tutt’altro che isolate.

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