La Lazio non si ferma più: record storico e vetta riconquistata

Tre gol, tre punti e un pezzo di storia. Battendo 3-1 il Monza all’Olimpico, la Lazio di Gennaro Gattuso ha riagganciato l’Inter in vetta alla classifica di Serie A a quota 16 punti, portandosi a +2 sulla Roma. Ma soprattutto ha firmato un record: mai prima d’ora i biancocelesti erano riusciti a vincere cinque delle prime sei partite di campionato. Un dato che certifica l’impatto del tecnico e che, a questo punto, autorizza l’ambiente a sognare in grande.
Il marchio di Ringhio: aggressività e fiducia
La partita contro il Monza è stata la fotografia della Lazio di Gattuso. Una squadra che parte forte, aggredisce l’avversario e prova a chiudere i conti nei primi minuti. Al primo tentativo i biancocelesti erano già in vantaggio, e nel primo tempo hanno dominato il campo, sfiorando più volte il raddoppio prima di trovarlo. È l’identità che il tecnico ha costruito in pochi mesi: intensità, ritmo alto e una convinzione nei propri mezzi che cresce partita dopo partita. I numeri raccontano bene questo avvio: cinque vittorie e un pareggio, 11 gol segnati e appena 4 subiti in sei giornate. Una squadra equilibrata, capace di colpire e allo stesso tempo di concedere poco.
Tavares, Isaksen e Pinamonti: tutti protagonisti
Uno dei segreti della Lazio è la capacità di trovare protagonisti sempre diversi. Contro il Monza ha sbloccato la gara Nuno Tavares. Poi è toccato a Gustav Isaksen, che su assist di Noslin ha trovato l’angolino con un sinistro a giro. Infine Andrea Pinamonti, entrato dalla panchina al posto proprio di Noslin, ha chiuso i conti all’88′ con un piatto preciso. Una rotazione di uomini e di soluzioni offensive che rende la squadra meno prevedibile e che dimostra come Gattuso stia riuscendo a coinvolgere tutta la rosa.
Il campanello d’allarme: il calo della ripresa
Non tutto, però, è stato perfetto. Sul 2-0 e con un uomo in più per l’espulsione di Lucchesi al 35′, la Lazio è sembrata rimasta negli spogliatoi nel secondo tempo. Il Monza ha accorciato con il colpo di testa di Goglichidze su calcio d’angolo e da lì ha messo seriamente in difficoltà i biancocelesti, che hanno rischiato più volte di subire il pareggio. È qui che Gattuso dovrà lavorare: gestire i momenti della partita e non abbassare la tensione quando il risultato sembra in cassaforte. Un difetto che contro avversari di livello superiore potrebbe costare caro.