La prima da ex: i gioielli di Tare che hanno segnato la Lazio

Una vita in biancoceleste e ora la prima da ex con il Milan: quanti colpi ha messo a segno Tare con la Lazio
Chiara Scatena

La sfida di San Siro tra Milan e Lazio avrà un sapore particolare per Igli Tare. L’attuale direttore sportivo rossonero, infatti, ha trascorso una vita in biancoceleste: tre anni da giocatore e ben quindici da dirigente. Un periodo in cui ha firmato alcuni dei colpi più importanti della storia recente della Lazio. Ora, però, per la prima volta affronterà il suo passato.

Tra intuizioni e grandi colpi

La sua prima grande intuizione risale al 2010, quando pescò dal San Paolo un centrocampista di talento: Hernanes. La Lazio investì 13,5 milioni e un quinquennale da 1,6 milioni per portarlo a Roma. In Italia diventerà presto “il Profeta”, totalizzando 156 presenze e 41 gol, e vincendo la Coppa Italia del 2013 prima della cessione all’Inter.

Tra le operazioni più sottovalutate dell’era Tare c’è sicuramente Miroslav Klose: nell’estate 2011 arrivò a parametro zero, svincolato dal Bayern. In molti pensavano fosse a fine carriera, ma il tedesco smentì tutti con 63 gol in 171 partite e cinque stagioni di grande livello.

Il trio delle meraviglie: Immobile, Milinkovic e Luis Alberto

I due gioielli più preziosi però sono Sergej Milinković-Savić e Luis Alberto. Il serbo arrivò nel 2015 dal Genk per 12 milioni, lo spagnolo l’anno dopo dal Liverpool per appena 4. Insieme hanno dominato i centrocampi di Serie A, vinto la Supercoppa 2019 e trascinato la Lazio anche al secondo posto nella stagione 2022/23. Milinković saluterà nel 2023 destinazione Al Hilal, Luis Alberto l’anno successivo verso l’Al-Duhail.

Il colpo che ha davvero segnato un’epoca, però, è quello del 2016: Ciro Immobile, acquistato dal Siviglia per 9 milioni. Da lì nascerà una storia leggendaria: con 207 gol in 340 partite, Immobile è diventato il miglior marcatore di sempre del club e uno degli attaccanti più prolifici nella storia della Serie A.

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