Lazio, cos’è successo con Romagnoli? Dalla promessa non mantenuta all’addio
La ricostruzione dell’addio di Romagnoli: dalla promessa non mantenuta all’addio
“Finire la carriera alla Lazio? Sì, lo avevo detto al presidente poi le cose sono andate diversamente. La risposta di Lotito? Nessuna, non mi ha fatto sapere niente” ha detto Alessio Romagnoli sul piede d’addio, prima di salire su un volo privato che da Ciampino lo ha portato in Qatar. “Romagnoli sa il rispetto che ho per lui, se lui ha detto così mi dispiace. Si fa presto a parlare, si dice a casa mia. Romagnoli con tutto il bene ha salutato due volte la Lazio, senza mai sottoscrivere un contratto. Io potevo pure metterlo fuori. Se lui dirà cose diverse non è un problema mio” ha replicato oggi in conferenza Angelo Fabiani, direttore sportivo della società biancoceleste. Sono gli ultimi atti di un’avventura che prometteva e sognava un finale diverso, conclusasi con una netta separazione tra le parti.
La promessa non mantenuta
La causa della rottura nasce il giorno più bello dell’avventura laziale di Romagnoli: “Quando ho firmato il contratto”. Nel suo primo giorno in biancococeleste il difensore aveva strappato una promessa da Lotito: avrebbe firmato, a patto di riceve un adeguamento di contratto il giorno in cui avrebbe portato la Lazio in Champions. Quel giorno è arrivato prima del previsto. Romagnoli al termine della stagione, la seconda di Sarri in panchina, è uno dei difensori migliori del campionato. A suon di clean sheet porta la Lazio nell’Europa dei grandi e una volta terminati i festeggiamenti è pronto a prendersi quello che gli era stato promesso.
La cessione di Romagnoli
Ma, come a volte succede a Formello, le cose vanno diversamente. Lotito rimanda fino a quando Romagnoli e il suo agente non si stancano di aspettare. Nel frattempo, la Lazio vive una delle fasi più difficili della storia, il rapporto tra le parti si deteriora e la convivenza diventa impossibile. L’estate dell’addio sarebbe dovuta essere quella del 2025. La stessa, però, in cui torna il suo Maestro Sarri e alla Lazio bloccano il mercato per aver violato i tre parametri delle NOIF. Romagnoli decide di restare fino a gennaio, quando gli viene garantita la cessione. A chiamarlo è l’Al-Sadd che vuole portarlo in Qatar per un contratto da 6 milioni all’anno per tre anni. La strada sembra segnata, ma le cose vanno ancora una volta a rilento.
La Lazio cerca di guadagnare il più possibile. Romagnoli vuole partire, ma senza rinunciare alle tre mensilità maturate che la Lazio si rifiuta di pagargli. La trattativa salta e viene rimandata all’estate, quando questa volta sono i qatarioti ad aver problemi e rimandano il tutto al termine del mercato. Il 2 settembre è il giorno della fine. Romagnoli parte con il rammarico di non poter realizzare il suo sogno. Il tutto mentre il direttore sportivo mette in discussione le sue parole.