Lazio, il futuro è un rebus: da Sarri al mercato, tutto è in bilico

Un tecnico preda dei dubbi e una rosa da pensare quasi da zero: a Formello c'è aria di rivoluzione, ma le incognite sono tantissime
Iacopo Erba

Un tecnico preda dei dubbi e una rosa da pensare quasi da zero: a Formello c’è aria di rivoluzione, ma le incognite sono tantissime

Il futuro della Lazio si gioca tutto nella prossima estate, destinata a segnare un pinto di rottura netto con il recente passato. Dopo mesi di immobilismo dettati dai vincoli finanziari, il club biancoceleste è pronto a cambiare rotta con una strategia chiara: riduzione del monte ingaggi, sfoltimento della rosa e investimento su profili più giovani. Anche in uno scenario di equilibrio tra entrate e uscite, l’impatto di questa sorta di rivoluzione sarà molto significativo, al punto da configurare una vera rifondazione tecnica e strutturale.

I dubbi del tecnico

Al centro delle riflessioni resta il futuro di Maurizio Sarri, legato contrattualmente fino al 2028 ma ancora incerto sulla permanenza. Le sue parole, tra ambizioni non soddisfatte e disillusione, raccontano il momento difficile vissuto soprattutto a livello personale: una stagione complessa è l’innesco per far salire la voglia di tornare a competere ad alti livelli, ma tali ambizioni non è detto che la società sia disposta ad assecondarle in tutto e per tutto. Ed ecco che la tentazione di guardarsi altrove (Fiorentina e Bologna sono mete gradite in caso di ribaltoni) si fa via via più forte.

Una squadra da rifare

Sul fronte rosa, i nodi da sciogliere sono ancor più numerosi e delicati. Appaiono destinati alla partenza giocatori in scadenza nel 2026 come Pedro (già assodato), Elseid Hysaj e Toma Basic, mentre più complessa è la gestione dei contratti fino al 2027. Tra questi spiccano profili chiave come Ivan Provedel, Alessio Romagnoli e Mario Gila, con quest’ultimo già nel mirino di Milan e Inter. E mentre la speranza è che il popolo biancoceleste in qualche modo torni ad avvicinarsi alla squadra, i leader continuano a covare dubbi e a immaginarsi anche in altri lidi. Presupposti piuttosto complessi, per una rivoluzione che sembra destinata a partire comunque tra mille dubbi.

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