Analisi

Lo strano caso di Postecoglou, il vincente esonerato

Un campionato ingiustificabile, ma anche un successo storico: l'esonero di Postecoglou ha lasciato in tanti insoddisfatti
Iacopo Erba

Un campionato ingiustificabile, ma anche un successo storico: l’esonero di Postecoglou ha lasciato in tanti insoddisfatti

Poche volte nella storia recente del calcio un esonero aveva fatto storcere così tanto il naso non solo ai tifosi, ma anche ai giocatori stessi. Eppure, l’addio forzato tra il Tottenham e Ange Postecoglou ha generato un sorprendente malcontento generale. Una scelta forte, scomoda e avallata unicamente dalla società londinese, che ha deciso di separarsi dall’allenatore australiano per puntare su Thomas Frank, artefice del miracolo Brentford. Per molti, tuttavia, la decisione è stata azzardata e priva di senso, soprattutto considerando la storica conquista dell’Europa League.

Giocatori contrari

Il difensore Micky van de Ven, ad esempio, ha definito “strana” la decisione di licenziare il manager e a Voetabl Zone ha precisato: “È stata una scelta del club. Noi, come giocatori, abbiamo poco da dire al riguardo. Certo, è il primo allenatore da molto tempo a questa parte che ha vinto un trofeo e ha avuto successo agli Spurs. Quindi, se la si guarda da questo punto di vista, è ovviamente una scelta strana”.
Van de Ven non è l’unico giocatore ad aver fatto gli auguri a Postecoglou per la sua partenza. Anche Son Heung-Min, Yves Bissouma, Pedro Porro, Guglielmo Vicario e Dominic Solanke hanno infatti mostrato vicinanza e apprezzamento per il tecnico australiano.

Stagione a due facce

Un trofeo, seppur storico e prestigioso può però bastare a mettere sotto il tappeto un’annata in cui oggettivamente non c’è stato nient’altro da salvare. Il Tottenham ha disputato infatti uno dei peggiori campionati della sua storia, evitando la retrocessione solo per manifesta inferiorità delle squadre poi scese in Championship. E a creare particolare disagio, oltre alle difficoltà tattiche, sono state le amnesie, gli errori e la solidità difensiva inesistente. Tutte questioni che, tuttavia, possono essere imputabili tanto all’allenatore quanto, se non di più, agli stessi giocatori che lo hanno difeso a spada tratta. A dimostrare che lo spogliatoio era unito e coeso nel seguire Postecoglou. Ma come spesso accade, neppure stavolta è stato sufficiente per evitare l’ennesimo ribaltone.

Iacopo Erba

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