L’ultimo faccia a faccia: perché Reigns vs Punk è il destino di WrestleMania 42 – VIDEO
Il verdetto di Monday Night Raw ha scosso le fondamenta della WWE: Roman Reigns ha puntato il dito contro il World Heavyweight Champion, CM Punk. Per l’Original Tribal Chief, la vittoria della Royal Rumble 2026 non è stata solo un traguardo statistico, ma il grimaldello per scardinare il passato. Scegliendo Punk, Reigns non cerca solo una cintura che gli manca da due anni, ma una purificazione storica. Tornare a Philadelphia per annunciare la sfida è stato un atto poetico: la città che lo aveva rigettato nel 2015 oggi lo ha incoronato, pronta a vederlo affrontare l’uomo che, più di chiunque altro, incarna l’antitesi del suo potere.
Oltre il titolo: una guerra di identità
Quello tra Reigns e Punk è un duello che trascende il ring. Se nel 2014 erano due forze emergenti con traiettorie opposte, oggi sono i pilastri di un’intera industria. La narrazione scelta dalla WWE è “pulita” e priva di fronzoli: niente Bloodline, niente interferenze di Seth Rollins e, soprattutto, l’assenza di Paul Heyman, il “Wiseman” che ha servito entrambi e che ora osserva dall’ombra il collasso dei suoi due pupilli. È una sfida basata sull’animosità reale, un conflitto di ego tra chi si considera il volto dell’azienda e chi si proclama il “Migliore al Mondo”.
Il valore di una scelta audace
Mentre un match contro Drew McIntyre avrebbe garantito solidità fisica, la scelta di Punk rappresenta il trionfo dello storytelling. La WWE ha capito che WrestleMania 42 ha bisogno di un evento catartico. Mettere di fronte due atleti che non si incrociano in un match singolo da dodici anni significa premiare la pazienza dei fan storici e offrire ai nuovi spettatori uno scontro di carisma senza precedenti. Non è solo wrestling; è la resa dei conti definitiva tra due filosofie di vita, un main event che promette di essere ricordato come il più viscerale dell’era moderna.