Manchester City, la crisi di Haaland: un solo gol in 7 partite
Haaland non è più quello di prima. Guardiola non ha intenzione di rinunciarvi, ma il troppo impiego si sta rivelando controproducente

Il Manchester City è caduto sul campo del Bodo/Glimt, gli inglesi hanno incassato una pesante sconfitta per 3-1 contro i norvegesi. Il ritorno in patria per Haaland è stato tutt’altro che piacevole, il ko di oggi vede la sua squadra piazzata al sesto posto in classifica, a pari merito con l’Atalanta, a solo 1 punto di vantaggio dall’Inter che occupa l’ultimo posto disponibile per la qualificazione diretta agli ottavi.
Haaland non conosce riposo e inizia a perdere colpi
L’attaccante in questo avvio di stagione non ha mai rifiatato, è un lusso che Guardiola non può permettersi considerando le ambizioni e gli obiettivi prefissati. L’ex Dortmund ha disputato 31 partite su 32 senza mai riposare: 2.480 minuti in campo, 239 in più rispetto a qualsiasi altro suo compagno di squadra. Un impegno costante che inevitabilmente, a lungo andare, sta iniziando a pesare sull’attaccante che accusa e non poco la fatica. Lo ha ammesso anche lo spagnolo, ma rinunciarvi è impossibile. “Abbiamo bisogno di Erling e di tutti gli altri. Erling è molto importante per noi” ha detto dopo il derby perso con lo United ma va sottolineato anche che il giocatore ha avuto difficoltà a mantenere la sua forma incredibile di inizio anno.
Haaland, le cause della crisi
Puntare tutto su di lui che ha segnato 24 reti nelle prime 23 partite è stata una mossa vincente, ma controproducente dall’altro lato della medaglia. Il ritmo incessante della partite sta avendo un impatto negativo su di lui. È umano anche lui e ha bisogno di essere gestito con attenzione e i numeri ne sono la prova. Nelle ultime sette partite ha segnato solo un gol, un rigore contro il Brighton e nel derby di Manchester Haaland ha offerto una delle sue peggiori prestazioni.