Manchester United-Tottenham, nel segno di Teddy Sheringham

Chiara Scatena

Sabato 10 ottobre, alle 17.30 locali (le 18.30 italiane), Manchester United e Tottenham si affronteranno a Old Trafford nella sesta giornata di Premier League. Non è, almeno per ora, uno scontro tra due squadre al top. Una arriva dal peggior avvio della sua storia in campionato, l’altra non ha ancora trovato continuità. Eppure per raccontare questa partita basta un nome, quello di un attaccante che a Londra e a Manchester ha lasciato un segno indelebile: Teddy Sheringham.  Sheringham ha giocato per entrambe le squadre e le ha vissute da protagonista in momenti diversi. Per capire cosa significa United-Tottenham oggi, bisogna partire da lui.

Un ragazzo di Millwall

La storia di Sheringham non comincia né a Londra nord né a Manchester, ma nella zona sud-est della capitale. Iniziò la carriera da professionista al Millwall nel 1982, a 16 anni, dopo essere stato notato da uno scout durante una partita giovanile. Fece parte della squadra che nel 1988 conquistò per la prima volta nella storia del club la promozione in First Division. Con il tempo è diventato il secondo miglior marcatore di sempre dei Lions. Nel luglio 1991 il Nottingham Forest lo comprò per due milioni di sterline. Nella sua prima stagione a Nottingham arrivò in finale di Coppa di Lega, persa proprio contro il Manchester United. Un anno dopo, nel 1992, segnò il primo gol in assoluto del Forest in Premier League e fu poi acquistato dal Tottenham, per 2,1 milioni di sterline. 

Il re di White Hart Lane

L’impatto in maglia Spurs fu immediato. Nella stagione inaugurale della Premier League, Sheringham fu capocannoniere con 22 reti complessive: 21 con il Tottenham e una con il Forest. Nei suoi primi cinque anni a White Hart Lane giocò 166 partite in campionato, segnando 75 gol. Nel 1994-95 fu eletto miglior giocatore dell’anno del club. C’è un precedente che vale la pena ricordare, perché riguarda proprio il suo futuro club. Il 1° gennaio 1996, a White Hart Lane, gli Spurs batterono lo United 4-1 con gol di Sheringham, Campbell e una doppietta di Armstrong. Era un Tottenham di buon livello, ma senza trofei. E Sheringham, che di trofei era affamato, cominciò a guardare altrove. Nel giugno 1997 passò al Manchester United per 3,5 milioni di sterline, con il compito di raccogliere l’eredità di Eric Cantona.

Il rigore sbagliato

La prima partita ufficiale con la nuova maglia fu il Community Shield, giocato il 3 agosto 1997 a Wembley contro il Chelsea: 1-1 nei novanta minuti e vittoria dello United ai rigori. Ma il vero debutto, quello che i tifosi del Tottenham aspettavano da settimane, arrivò una settimana dopo. Il 10 agosto 1997, alla prima giornata di campionato, lo United giocò a White Hart Lane e Sheringham esordì in Premier League contro il club che aveva appena lasciato.  La serata non cominciò bene. Al 60′ un fallo di mano di Justin Edinburgh in area diede allo United un rigore. Sheringham, fischiato dal pubblico di casa, lo calciò sul palo e poi mandò il pallone sopra la traversa sulla ribattuta. Ma finì comunque bene per lui: lo United vinse 2-0, con gol di Butt all’82’ e autorete di Vega all’83’. Fu l’inizio di una stagione complicata. Il primo anno a Manchester si chiuse senza trofei di rilievo, mentre l’Arsenal vinse il Double, e i tifosi dei Gunners non persero occasione per canzonare Sheringham. 

Maggio 1999

Poi arrivò il 1999. L’anno prima era arrivato Dwight Yorke e per Sheringham si parlava di una possibile cessione. Invece rimase, e la sua stagione finì per assomigliare a una favola. Tutto cominciò, curiosamente, contro il Tottenham. Il 16 maggio 1999, all’ultima giornata, lo United ospitò gli Spurs a Old Trafford con il titolo in palio. Les Ferdinand portò avanti gli ospiti al 24′, Beckham pareggiò prima dell’intervallo, e Andy Cole, entrato al posto di Sheringham all’intervallo, segnò il gol del 2-1 al 47′. L’Arsenal vinse a sua volta 1-0 contro l’Aston Villa, ma non bastò: lo United era campione d’Inghilterra. Sheringham giocò un tempo, prese un’ammonizione e vinse il suo primo campionato. Sei giorni dopo, il 22 maggio, la finale di FA Cup contro il Newcastle. Sheringham entrò dalla panchina dopo l’infortunio del capitano Roy Keane e segnò il gol dell’1-0 all’11’, poi servì a Scholes l’assist del 2-0, e fu eletto migliore in campo. Il pezzo di strada più incredibile, però, doveva ancora arrivare. 

Camp Nou, 26 maggio 1999

La finale di Champions League contro il Bayern Monaco sembrava già persa. I tedeschi erano in vantaggio dal 6′ con una punizione di Basler. Sheringham entrò al 67′, e al 91′ pareggiò. Due minuti dopo fece da sponda per il gol decisivo di Solskjær.  Il pareggio arrivò dopo un tiro sbilenco di Giggs, che Sheringham deviò in rete; per il gol vittoria, un corner di Beckham fu prolungato di testa da lui verso Solskjær, che mise la palla in porta. Sheringham, che in quindici anni di carriera non aveva ancora vinto nulla di importante, a Barcellona completò il suo palmarès. E lo fece ai danni di chi aveva scommesso sul fatto che al Manchester United non avrebbe mai vinto niente. 

Il ritorno a casa

Sheringham non si fermò lì. Nel 2000-01 fu il miglior marcatore dello United con 15 gol in campionato e 21 in tutte le competizioni. Nel 2001 fu eletto giocatore dell’anno sia dai suoi colleghi (PFA) sia dai giornalisti (FWA). A 35 anni, l’età in cui molti attaccanti iniziano a pensare al ritiro, fu lui a decidere il suo futuro: nel 2001 lasciò l’Old Trafford a parametro zero e tornò al Tottenham. Al secondo passaggio in maglia Spurs, raggiunse la finale di Coppa di Lega 2001-02, poi persa. Nel 2003, poi, lasciò Londra per il Portsmouth. E infine altre tappe, tra cui il West Ham, con cui giocò la finale di FA Cup 2006, diventando il terzo giocatore più anziano a disputarne una. Detiene ancora oggi il record di giocatore più anziano ad aver segnato in Premier League (40 anni e 268 giorni).

Gli ultimi precedenti tra United e Tottenham

Il confronto tra United e Tottenham ha avuto negli ultimi anni un andamento a senso unico. Nella stagione 2024-25 gli Spurs batterono lo United quattro volte in tre competizioni. Tra queste, il 4-3 in Coppa di Lega a dicembre 2024, l’1-0 in campionato a febbraio 2025 e la finale di Europa League del 21 maggio 2025, vinta ancora 1-0. Il 2-2 dell’8 novembre 2025 a Londra, con il pareggio di De Ligt al 96′, fu il primo segnale di cambiamento. Poi arrivò il 7 febbraio 2026: a Old Trafford lo United di Michael Carrick vinse 2-0 con gol di Mbeumo e Fernandes, dopo l’espulsione del capitano degli Spurs Romero. Carrick, ex centrocampista del Tottenham, è l’ex giocatore degli Spurs che oggi siede sulla panchina dei Red Devils. 

Due squadre in cerca di risposte

Il Manchester United di Carrick ha chiuso la scorsa stagione al terzo posto, tornando in Champions League dopo due anni di assenza. Ma questa è la prima stagione intera con Carrick in panchina e l’avvio non è stato semplice: 12° posto con cinque punti dopo cinque giornate. Le partite giocate finora: sconfitta a Hull, vittoria 5-2 con l’Ipswich, 2-2 con l’Everton, ko con il City e 1-1 a Fulham. Tre giorni dopo la sfida con gli Spurs, martedì 13 ottobre, lo United è atteso in Champions League contro l’Atlético Madrid.

Per il Tottenham la situazione è più complicata. Roberto De Zerbi è stato nominato allenatore quando gli Spurs erano 17° con sette giornate da giocare. Questa stagione doveva essere l’inizio della sua rifondazione. Invece, dopo la sconfitta per 3-2 in casa con l’Aston Villa il 19 settembre, gli Spurs hanno solo due punti dopo cinque partite e una differenza reti di -6: è il loro peggior avvio di sempre in Premier League. Sono anche già fuori dalla Coppa di Lega. Il Tottenham si trova in zona retrocessione, e la sosta per le nazionali ha lasciato aperte le domande sul futuro del tecnico. 

Perché questa partita porta la firma di Sheringham

Sheringham non scenderà in campo, ovviamente. Ma la sua storia è la chiave per leggere questa partita. Racconta di due club che si sono scambiati uomini, vittorie e rimpianti per decenni. Racconta di un rigore sbagliato davanti a chi lo fischiava, e di un pareggio al 91′ che ha cambiato la storia del calcio europeo. Racconta anche di un ritorno, perché certe rivalità non si chiudono mai del tutto. Per il Manchester United questa partita è l’occasione di scrollarsi di dosso un avvio incerto. Per il Tottenham è un esame durissimo, e forse un’ultima chiamata. In mezzo, sullo sfondo, c’è un attaccante di Highams Park che ha segnato la storia di entrambe.

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