Analisi

Manchester United, una squadra da cui fuggire: i numeri lo confermano

I giocatori che hanno abbandonato il Manchester United fanno scuola: se si cambia maglia si ritrovano le proprie qualità
Niccolò Di Leo

I giocatori che hanno abbandonato il Manchester United fanno scuola: se si cambia maglia si ritrovano le proprie qualità

Il Manchester United è uno dei club più spendaccioni degli ultimi mercati. La proprietà dei Red Devils non si è mai tirata indietro dal mettere su un piatto cifre astronomiche per acquistare nuovi calciatori, con l’acquisto di Pogba dalla Juve per 105 milioni di euro (2016) che è stato forse il primo colpo di un nuovo esoso ciclo. Ciclo che, però, non ha mai dato gli esiti sperati. Eccezion fatta per qualche trofeo secondario, se rapportato alla storia dello United, i Red Devils non sono mai riusciti a trovare risultati e piazzamenti in campionato con continuità, diventando una squadra sporadica della Champions League. Un destino amaro che mette in evidenza la scarsa programmazione del club di Manchester, la scarsa capacità di costruire un futuro con basi solide e, soprattutto, in un ambiente favorevole ai calciatori. Le qualità, d’altronde, non mancano e vengono espresse chiaramente quando gli stessi giocatori strapagati salutano Old Trafford a cifre decisamente inferiori rispetto al valore d’acquisto iniziale. Guardiamo il Napoli ed è evidente in McTominay e Hojlund, guardiamo in Francia e lo vediamo in un super Mason Greenwood. Ma non solo.

Il Napoli pesca dal Manchester United… e fa benissimo!

Le parole, però, devono essere seguite da fatti e numeri. Quindi, per dimostrare come oggi il Manchester United sia una piazza logorante per la carriera di qualsiasi calciatore, ci affidiamo al valore dei numeri. Abbiamo citato il Napoli campione d’Italia in carica. Nella scorsa stagione a portare Conte e i suoi compagni al Tricolore è stato soprattutto un giocatore, premiato anche come miglior calciatore della Serie A: Scott McTominay. In un anno e mezzo, da quando è andato via da Manchester (squadra in cui è cresciuto e che lo ha lanciato) lo scozzese ha giocato 59 partite, segnato 18 gol e servito 9 assist. vincendo uno Scudetto e una Supercoppa Italiana. Quest’ultima alzata al cielo insieme al suo ex compagno allo United: Rasmus Hojlund. Dopo aver fatto bene in Italia, il danese è crollato in Premier League diventando un attaccante qualsiasi. Sopravvalutato? Tutt’altro. Basta guardare il suo impatto a Napoli per comprenderne il valore. Dopo 5 mesi ha già segnato 7 gol e servito 3 assist in 19 partite giocate.

Non solo la Serie A, chi lascia Manchester esplode… ovunque!

E se invece fosse l’Italia a essere un campionato troppo semplice? Potrebbe essere una riflessione corretta, visto il livello non eccelso della Serie A rispetto alla Premier League, ma fallace. Ancora una volta lasciamo parlare i numeri per essere credibili. Il primo esempio che portiamo, anche lui già citato in precedenza, è quello di Mason Greenwood. Salutato dal Manchester United dopo le vicende giudiziarie che lo hanno visto coinvolto, prima ha segnato 10 gol e 6 assist in 36 partite con il Getafe (dopo quasi due anni fermo), poi si è trasferito al Marsiglia di De Zerbi e in una stagione e mezza ha messo a segno 37 gol, 10 assist in 58 partite. De Zerbi ne parla in ottica Pallone d’Oro, forse non ha tutti i torti. Ma gli esempi non si limitano di certo al talento inglese.

In Spagna abbiamo addirittura tre nomi da poter visionare. Il primo è quello del discusso Antony. Acquistato dall’Ajax nel 2022, doveva essere la nuova stella del Manchester United. In 3 stagioni gioca 96 partite segnando appena 12 gol e 5 assist. Numeri asfaltati dal 2024, quando a portarlo in Liga è il Betis Siviglia. In appena 45 apparizioni, meno della metà rispetto al club inglese, Antony ha già segnato 17 reti e servito 10 passaggi vincenti. Un exploit impressionante. Exploit simile a quello che sta avendo Marcus Rashford con il Barcellona. Dopo esser stato messo ai margini dello United, l’esterno inglese si sta finalmente ritrovando. Lui che anche con i Red Devils aveva fatto benissimo, oggi vanta 24 presenze in blaugrana 7 reti e 11 assist.

Il terzo esempio che troviamo nella penisola iberica è quello di Alvaro Carreras del Real Madrid. In lui a Manchester non ci hanno mai realmente creduto e, dopo una serie di prestiti in Europa, nel 2023 lo hanno ceduto a 14 milioni al Benfica. Nei due anni in Portogallo il difensore spagnolo ha giocato 68 partite ad altissimo livello, al punto che quest’estate a volerlo al Real Madrid è stato un certo Xabi Alonso. In camiseta blanca sta trovando spazio e ha già giocato 16 partite segnando 1 gol e 1 assist. Buoni numeri, uscendo dalla Spagna e tornando oltremanica, li vanta anche un altro talento prodotto dal Manchester United e andato sempre a corrente alternata con gli inglesi: Alejandro Garnacho. Nel Chelsea di Maresca l’esterno classe 2004 non segna molto (appena 4 gol e 2 assist) ma sta trovando lo spazio che cercava (18 presenze) e la tanto attesa continuità di rendimento..

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