Mateta-Milan, il retroscena: “L’attaccante non voleva operarsi”
Il mancato approdo di Jean-Philippe Mateta al Milan nell’ultima sessione di mercato continua a far discutere, lasciando i tifosi rossoneri con il dubbio su quello che sarebbe potuto essere il colpo dell’anno. Sulla vicenda è intervenuto in modo netto Carlos Passerini, firma del Corriere della Sera, che ai microfoni di MilanVibes ha fatto chiarezza sui motivi che hanno portato alla brusca frenata nella trattativa con il Crystal Palace. Secondo quanto svelato dal giornalista, non si sarebbe trattato di un semplice disaccordo economico.
Mateta-Milan, il nodo clinico
Il punto focale del retroscena riguarda le condizioni del ginocchio destro dell’attaccante francese. Secondo Passerini, il club rossonero avrebbe agito correttamente nel verificare lo stato fisico del giocatore: “Il club non poteva permettersi di prendere un giocatore con quel tipo di problema perché non è un problema di poco conto“, ha spiegato, sottolineando come lo staff medico sarebbe stato convinto della necessità di un’operazione immediata. Tuttavia, il centravanti non si sarebbe mostrato propenso all’intervento: “Il giocatore non è convinto neanche di questa operazione al momento e quindi bene ha fatto il Milan a tirarsi indietro“. Davanti a un investimento da 35 milioni di euro, la dirigenza avrebbe preferito non rischiare su un profilo giudicato “molto a rischio”.
Milan, l’assenza di un piano B a Mateta
Nonostante il giornalista approvi la scelta di non procedere per motivi medici, non mancano appunti critici sulla gestione temporale dell’affare da parte della dirigenza milanista. “Questo tipo di verifica andava fatta non all’ultimo giorno di mercato“, ha incalzato Passerini, evidenziando come muoversi in extremis su un profilo con tali incognite abbia lasciato la squadra scoperta: “Se cerchi un attaccante all’ultimo giorno con questo asterisco e poi non hai un piano B, la risposta di Tare che era un acquisto per l’anno prossimo regge fino a un certo punto“. Nonostante l’amarezza, la porta non sembra chiusa per sempre: se Mateta dovesse convincersi a sottoporsi all’artroscopia al menisco, la pista potrebbe riaprirsi in futuro, anche se per ora la vicenda resta un “grande punto interrogativo“.