Analisi

“Metodo Conte sotto accusa a Napoli”: le parole di Lobotka fanno scoppiare il caos

Alcune dichiarazioni rilasciate da Lobotka in patria, nonostante l'intervento del procuratore, che ne ha sottolineato il tono ironico, stanno generando un tam tam mediatico soprattutto riguardo il famoso "metodo Conte"
Giordano Grassi

Un’intervista rilasciata in patria da Stanislav Lobotka sta generando ulteriore caos in casa Napoli, in un momento tutt’altro che semplice. Il centrocampista slovacco si è collegato in video con il podcast “Iná Liga” per parlare – in un contesto volutamente ironico – delle dinamiche interne al club, ma anche del suo futuro. Le sue affermazioni, in particolare quelle relative all’estrema intensità degli allenamenti imposti da Antonio Conte e alla possibilità di un addio a fine stagione, hanno avuto un’eco non indifferente, nonostante il ‘contesto leggero’ in cui erano state pronunciate. Questo turbinio di speculazioni ha, di fatto, costretto l’agente del giocatore a intervenire prontamente per sedare le polemiche.

Le parole di Lobotka

Parlando del compagno di squadra De Bruyne, Lobotka ha ironizzato sul suo arrivo: “Se mi avesse scritto su Instagram, gli avrei detto: ‘Mandami la maglia e non venire qui’“. Lobotka ha poi continuato il suo discorso sul fuoriclasse belga, dicendo che “mi ha detto che non lavorava così da dieci anni. Io gli dicevo che stava andando alla grande e che non aveva altra scelta che accettare il duro lavoro di Conte. Kevin non è il tipo che si lamenta, ce la mette tutta. Ammiro la sua carriera per questo finale. Se avesse avuto la possibilità di scegliere di nuovo e avesse potuto scegliere tra America e Arabia Saudita, forse avrebbe fatto una scelta diversa“. Riguardo il lavoro con il tecnico, ha scherzato: “Tempo libero? Con Conte, il prossimo giorno libero sarà a maggio, quando giocheremo l’ultima partita della stagione. Per lui pure in vacanza insieme si andrebbe. Conte è così, vuole disciplina, vuole che tutti abbiano la sua mentalità. Ma su una rosa di 25 non è facile avere tutti la stessa mentalità. L’importante è che ogni singolo giocatore voglia vincere“. Lo slovacco ha poi parlato delle aspettative: “A Napoli se vinci, poi si aspettano che tu vinca ancora, come se lo Scudetto fosse un obbligo avendolo appena vinto. I tifosi sono esigenti ma non è facile, soprattutto se giochi anche la Champions“. Riguardo il suo futuro ha concluso: “Il mio agente ha detto che forse il 2026 potrebbe essere il momento giusto per cambiare e penso abbia ragione. Ma non faccio previsioni“.

Lobotka-Napoli, interviene l’agente

Il rumore generato dalle parole di Lobotka ha spinto il suo procuratore, Branislav Jasurek, a intervenire prontamente ai microfoni di Radio Crc per placare le polemiche: “Ho visto oggi sui social quello che è circolato e sono rimasto molto sorpreso, perché si tratta di frasi completamente fuori contesto. Forse può succedere solo in Italia, perché chiunque abbia ascoltato il podcast in lingua originale sa perfettamente che era solo una battuta. E tutti sanno anche che il rapporto tra Antonio Conte e Stanislav Lobotka è come quello tra padre e figlio, e non cambierà mai. Chi prova a mettere in dubbio questo legame non avrà successo, perché sono sicuro che insieme vinceranno ancora tanti titoli“. L’agente ha inoltre rettificato una sua precedente battuta, spiegando: “Ho detto che con Antonio Conte è dura allenarsi perché è un allenatore molto esigente, ma ho aggiunto che sono felice di questo, perché lui è un vincente e grazie a lui la squadra sarà ancora campione. Poi ho scherzato dicendo che magari Lobo sarà stanco e potremo fare un trasferimento in estate, ma era chiaramente una battuta, come tutti hanno capito, visto che sono un agente e per me ogni trasferimento è un ‘affare’. Tutta questa storia che è nata è per me incredibile“. Jasurek ha concluso specificando che “il legame tra Stanislav, il Napoli, la città e i tifosi è e resterà sempre molto simile a quello che Marek Hamsik ha avuto con Napoli. Per Stanislav, Napoli è come una seconda casa. Ha comprato un’abitazione, si sente davvero a casa sua. Lo dimostra in ogni gara, e spesso due volte a settimana, in campo. Ed è questo ciò che conta davvero. Stanislav è già stato due volte campione d’Italia e ha piena fiducia di poter vincere il titolo una terza volta. Ha anche i suoi sogni in Champions League con il club. La scorsa stagione è stata molto positiva, ma ogni volta che parliamo, il tema è sempre lo stesso: vincere, conquistare titoli. Ora ha 30 anni, ed è il momento della carriera in cui vuole continuare a sollevare trofei. E si trova nel club giusto per riuscirci“.

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