Milan-Inter, le chiavi di un derby che può valere lo scudetto
Il derby della Madonnina tra Milan e Inter può valere la fuga nerazzurra o una rimonta disperata dei rossoneri: ecco dove si deciderà

È un derby dall’alto coefficiente di importanza quello previsto nella serata di domenica 8 marzo a San Siro. E lo dimostrano anche i 75.500 tifosi attesi sugli spalti, per un incasso previsto di circa 9 milioni e un nuovo record nella storia della Serie A. Da un lato il Milan, aggrappato alle ultime speranze di riaprire la lotta scudetto, dall’altro l’Inter che quel titolo vuole riprenderselo e che con una vittoria di fatto lo ipotecherebbe. Il distacco in classifica vede ora la squadra di Chivu a +10 su quella di Allegri: evidentemente come un +13 ipotetico significherebbe ko tecnico, mentre un -7 potrebbe riaprire qualche piccola speranza rossonera, quando mancheranno dieci gare alla fine della stagione. Ma quali saranno le chiavi per decidere il derby della Madonnina?
Fattore piazzati
Non è un dettaglio sottolineare come decisive saranno le formazioni schierate. Quella che potrebbe sembrare un’ovvietà assume maggiore importanza pensando al recupero last-minute di Bartesaghi ma solo per la panchina in casa Milan e quello identico di Calhanoglu nell’Inter. Dove è da valutare però anche Marcus Thuram: la febbre non aiuta e vista l’assenza di Lautaro già certa è tutt’altro che un dettaglio. Anche da queste scelte passerà l’approccio a una gara che difficilmente Allegri preparerà all’assalto, nonostante le difficoltà della squadra di Chivu quando aggredita. E, allora, attenzione al fattore piazzati nel derby di Milano: nessuno ne ha sfruttati di più dei nerazzurri, soprattutto da angolo, e allo stesso tempo nessuno ne ha subiti più dei rossoneri.
I singoli
Piazzati ma non solo. A decidere il derby, come da tradizione, potrebbero essere anche gli exploit dei singoli. In casa Milan le luci dei riflettori sono puntate allora su Rafa Leao, sia per la carica che ha dato alla gara nella settimana precedente sia per tutte le difficoltà di un Pulisic in crisi nel 2026. Servirà una mano però anche da Rabiot per colmare il gap di reti realizzate tra le due squadre, senza dimenticare il peso dei ritmi dettati da Modric. Dall’altro lato del campo ci sarà un’Inter in cui Bastoni dovrà dimostrare di aver ritrovato serenità dopo quanto accaduto nella gara con la Juventus. Ma i riflettori saranno inevitabilmente puntati su Federico Dimarco: nel 2026 ha partecipato a 12 gol con 4 reti e 8 assist. L’esterno è in un momento straripante e proverà a essere ancora uomo derby. Lo stesso ruolo che spera di giocare Pio Esposito, che senza Lautaro e Calhanoglu si prender tutta la responsabilità della squadra nerazzurra sulle spalle.