Analisi

Milan, Lazio e… le big fuori dalle coppe

No Europa, no party. Saranno diverse le 'grandi d'Europa' che nella prossima stagione non giocheranno nelle competizioni Uefa. Assieme a rossoneri e biancocelesti, altre vittime "illustri"
Giovanni Poggi

No Europa, no party. Saranno diverse le ‘grandi d’Europa’ che nella prossima stagione non giocheranno nelle competizioni Uefa. Assieme a rossoneri e biancocelesti, altre vittime “illustri”

“Preferisco la coppa…”. Questo il titolo di un libro uscito tempo fa, con protagonista il Re delle coppe europee, Carlo Ancelotti, che al Milan giusto qualcosina l’ha vinta in passato. Proprio quel Milan che, nella stagione 25/26, dopo 9 anni non giocherà in Europa: niente Champions, niente Europa e niente Conference League per il Diavolo.

Una stagione fallimentare, sportivamente parlando, cominciata male e terminata peggio – nonostante il trionfo in Supercoppa contro l’Inter -, dove ne Fonseca e ne Coincecao sono riusciti a mettere mano, incassando sconfitte e delusioni.

E lo stesso, in maniera simile, si può dire della Lazio di Baroni, partita a razzo tra Serie A ed Europa League (dove ha chiuso in vetta nella prima fase), prima di sciogliersi in volata, chiudendo fuori dalle prime sei. Un tracollo, anche inaspettato per certi versi, che ha messo a serio rischio la conferma di Marco Baroni sulla panchina biancoceleste.

Ma Milan e Lazio non sono le uniche a doversi trovare qualcosa di alternativo nelle sere di martedì, mercoledì e giovedì della prossima stagione, perché anche in altre zone del continente si possono trovare delle randi deluse.

United, Lipsia e Siviglia: no Europa, no party


A cominciare dal Manchester United di Ruben Amorim, che una settimana fa esatta veniva sconfitto in finale di Europa League dal Tottenham, terminando quartultimo in Premier e senza chances di partecipare alle prossime campagne europee per club (nonostante un monte ingaggi da 174.82 milioni di sterline, il più alto del calcio inglese).

Mentre in Germania, quest’anno, abbiamo assistito per la prima volta al primo e vero fallimento sportivo del Lipsia, di fatto protagonista dal 2016 in Bundesliga. Lì dove nei primi nove anni sono arrivati due secondi posti, con più di 10 punti di distanza dal Bayern, oltre ad una semifinale di Champions League.

A queste poi vanno sommate le due coppe di Germania vinte nel 2022 e nel 2023, che sembravano essere l’inizio finalmente di un ciclo vincente, cosa che invece non è stata, come testimoniato dal 7° posto con cui il team della Red Bull ha chiuso la stagione, sconfitto tra l’altro in casa dallo Stoccarda, a completare un sabato da incubo per il Lipsia e i suoi tifosi.

Infine, una delle assenze più clamorose, quella del Siviglia, che negli ultimi 20 anni ha conquistato ben 7 Europa League, ma che starà fuori dalle coppe per il secondo anno di fila.

Gli andalusi, infatti, si parecchio ridimensionati rispetto alle passate stagioni, anche se il monte ingaggi resta uno dei più pesanti della Liga. Ma quest’anno, per i biancorossi iberici, è già tanto aver evitato la retrocessione visti gli appena 41 punti conquistati in classifica, anche perché il Leganes, che ha chiuso a 40, ha conosciuto l’amaro ritorno in Segunda Divison.

Un reset generale, dopo questi risultati, sarà d’obbligo. Per tutte quante.

Giovanni Poggi

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