Mondiali 2026, guida completa ai 12 gironi: favorite, outsider e possibili sorprese

La guida definitiva ai gironi del Mondiale 2026. Analisi squadra per squadra, pronostici sul passaggio del turno e le migliori scommesse per ogni raggruppamento.
Marco Ercole
Lionel Scaloni, ultimo ct a vincere la Coppa del Mondo (Getty Images)

Dal 11 giugno al 19 luglio, il Nord America diventerà l’epicentro del calcio mondiale. Con 104 partite spalmate su 39 giorni, il torneo si preannuncia come una maratona di emozioni. La nuova formula prevede che le prime due di ogni girone e le otto migliori terze accedano ai sedicesimi di finale. Si parte col botto all’Estadio Azteca con Messico-Sudafrica, mentre la finalissima si terrà il 19 luglio al MetLife Stadium del New Jersey.

Un nuovo formato e 48 partecipanti

Dimenticate il classico format a 32 squadre visto in Qatar. Il Mondiale 2026 sarà un gigante: 48 nazioni divise in 12 gironi da quattro. A passare il turno non saranno solo le prime due di ogni raggruppamento, ma anche le otto migliori terze, inaugurando un tabellone a eliminazione diretta che partirà dai sedicesimi di finale. Il torneo si aprirà l’11 giugno all’Estadio Azteca di Città del Messico e si chiuderà il 19 luglio al MetLife Stadium nel New Jersey.

Le favorite: Spagna e Inghilterra in pole position

Secondo gli esperti, la Spagna parte con i favori del pronostico. Le Furie Rosse vantano un centrocampo stellare con Rodri (Pallone d’Oro 2024) e Pedri, oltre alla stella nascente Lamine Yamal. Subito dietro c’è l’Inghilterra di Thomas Tuchel, che ha chiuso le qualificazioni senza subire nemmeno un gol. La Francia di Mbappé e i campioni in carica dell’Argentina di Messi restano i principali contendenti, mentre il Brasile cerca il riscatto dopo una qualificazione faticosa chiusa al quinto posto nel girone sudamericano.

Outsider da seguire: la Norvegia di Haaland e il Marocco

Occhi puntati sulla Norvegia, che torna a un Mondiale dopo 28 anni grazie ai 16 gol segnati da Erling Haaland durante le qualificazioni. Anche il Marocco, ottavo nel ranking FIFA e recentemente (seppur tra le polemiche) premiato con il titolo della Coppa d’Africa, promette battaglia in un girone durissimo con Brasile e Scozia. Da tenere d’occhio anche il Giappone, capace di battere l’Inghilterra in amichevole a Wembley proprio poche settimane fa.

I debuttanti: il sogno di Curacao e la favola di Capo Verde

Saranno quattro le nazioni all’esordio assoluto. Curacao diventerà il paese più piccolo di sempre a partecipare a un Mondiale (solo 150.000 abitanti). Insieme a loro debutterà Capo Verde, che ha sorpreso il Camerun nelle qualificazioni. Dall’Asia arrivano invece l’Uzbekistan, guidato in panchina da Fabio Cannavaro, e la Giordania, finalista dell’ultima Coppa d’Asia e pronta a sfidare l’Argentina nel Gruppo J.

Guida alla visione: fusi orari e partite notturne

Per i telespettatori europei, il Mondiale 2026 richiederà qualche tazzina di caffè in più. Con partite disputate su quattro fusi orari differenti, circa la metà delle sfide della fase a gironi (35 su 72) inizierà tra la mezzanotte e le 5 del mattino. Se l’orario più comune per i big match resta quello delle 20:00 BST (le 21:00 in Italia), preparatevi a nottate insonni per seguire le gesta di Haaland o le sorprese delle piccole isole caraibiche.

Tutti i gironi

Dalle certezze delle grandi potenze alle debuttanti assolute, ecco l’analisi dettagliata dei 12 gironi per orientarsi tra pronostici e curiosità.

Gruppo A: Il fattore Azteca e la disciplina coreana

Il Messico inaugurerà il torneo l’11 giugno nella leggendaria cornice dell’Azteca contro il Sudafrica. Con la spinta del pubblico di casa, i messicani partono favoriti per il primato. La Corea del Sud, ricca di talenti che militano nei massimi campionati europei, resta la principale candidata per il secondo posto. La Repubblica Ceca, pur essendo in una fase di ricambio generazionale, proverà a far valere l’esperienza europea, mentre il Sudafrica punta tutto sulla fisicità per strappare punti preziosi.

Gruppo B: La Bosnia dove sognava l’Italia

In questo girone, al posto degli Azzurri, troviamo la Bosnia Erzegovina, reduce da una prova di forza nei playoff. La Svizzera rimane però la squadra da battere: solida, quadrata e abituata alle fasi finali. Il Canada cercherà di sfruttare il fattore campo a Vancouver per superare i propri limiti tecnici, mentre il Qatar arriva senza l’assillo del risultato dopo l’esperienza del 2022. La lotta per il secondo posto tra bosniaci e canadesi sarà serrata.

Gruppo C: La Seleção contro il muro del Marocco

Il Brasile di Vinicius e del giovane Endrick deve dimostrare di aver ritrovato equilibrio difensivo, ma il vero pericolo si chiama Marocco. I semifinalisti del 2022 hanno ora una rosa ancora più profonda e temibile. La Scozia, tornata nel grande calcio dopo quasi trent’anni, proverà a giocare d’organizzazione, mentre per i debuttanti di Haiti il passaggio del turno appare un’impresa proibitiva. Lo scontro diretto Brasile-Marocco deciderà probabilmente il primato.

Gruppo D: L’ambizione degli USA e l’incognita Turchia

Gli Stati Uniti godono di un favore mediatico senza precedenti e di una rosa (Pulisic e McKennie su tutti) pronta al salto di qualità definitivo. Il primo posto sembra alla loro portata, ma alle loro spalle regna l’incertezza. La Turchia possiede un tasso tecnico superiore rispetto al Paraguay, che però compensa con l’agonismo sudamericano. L’Australia, squadra solida e difficile da scardinare, reciterà il ruolo di guastafeste.

Gruppo E: La ricostruzione tedesca e la favola Curaçao

La Germania di Julian Nagelsmann cerca il riscatto dopo anni bui e parte come favorita assoluta. La vera battaglia sarà per la seconda piazza: la Costa d’Avorio, fresca regina d’Africa, sfida il dinamismo dell’Ecuador. In coda c’è la storia più romantica del torneo: Curaçao. La piccola isola caraibica debutta nel calcio dei grandi, promettendo partite spettacolari e senza timori reverenziali contro i giganti del girone.

Gruppo F: Il “Girone della Morte”

Nessun raggruppamento è equilibrato come questo. L’Olanda ha il blasone, ma il Giappone è oggi una realtà del calcio mondiale capace di battere chiunque con un gioco corale e velocissimo. La Svezia garantisce fisicità e solidità tattica, mentre la Tunisia è storicamente una squadra ostica da affrontare per le europee. Ogni partita sarà una finale anticipata; il Giappone primo nel girone è la scommessa più intrigante del torneo.

Gruppo G: Belgio tra dubbi e certezze

Il Belgio affronta il Mondiale con una “Generazione d’Oro” ormai al tramonto e la necessità di inserire forze fresche. Dovrebbe comunque dominare il raggruppamento. L’Egitto di Salah ha un’occasione d’oro per centrare finalmente gli ottavi, dovendosi misurare con un Iran sempre solido ma spesso limitato da questioni extra-calcistiche, e con una Nuova Zelanda che sulla carta parte un gradino sotto le altre.

Gruppo H: La Spagna d’Europa e la garra uruguaiana

La Spagna campione d’Europa in carica, guidata dalla stella Lamine Yamal, è la favorita naturale. L’ostacolo principale è l’Uruguay, squadra che fonde talento (Darwin Núñez) e la solita, inesauribile grinta. L’Arabia Saudita proverà a replicare i miracoli visti in Qatar, mentre Capo Verde si gode un esordio storico. Lo scontro Spagna-Uruguay sarà un test fondamentale per le ambizioni di titolo di entrambe.

Gruppo I: Mbappé contro il fenomeno Haaland

La Francia è forse la rosa più completa del pianeta e il primo posto non sembra in discussione. Il vero spettacolo sarà la sfida per la seconda posizione tra il Senegal, eccellenza del calcio africano, e la Norvegia di Erling Haaland. Vedere il miglior centravanti del mondo su questo palcoscenico è un evento unico; se Haaland sarà in giornata, la Norvegia potrà ambire a superare anche la fisicità dei senegalesi.

Gruppo J: L’ultimo ballo di Messi

L’Argentina arriva negli USA per difendere il titolo con un girone sulla carta molto agevole. Per Leo Messi potrebbe essere l’ultima passerella mondiale, un motivo in più per una squadra già fortissima. Dietro l’Albiceleste, l’Austria appare più attrezzata e moderna rispetto all’Algeria per centrare il secondo posto. La Giordania, al debutto, cercherà di onorare la sua prima storica partecipazione.

Gruppo K: Il Portogallo post-Ronaldo e la mano di Cannavaro

Il Portogallo schiera una batteria di trequartisti e attaccanti che fa paura a chiunque. La sfida più affascinante sarà contro la Colombia, squadra che abbina tecnica e intensità. Grande curiosità per l’Uzbekistan, guidato in panchina da Fabio Cannavaro: l’impronta tattica italiana potrebbe rendere gli uzbeki la vera sorpresa del girone, capaci di insidiare anche la Repubblica Democratica del Congo.

Gruppo L: L’Inghilterra sfida la storia (e la Croazia)

L’Inghilterra ha tutto per vincere: talento, profondità e gioventù. La missione è spezzare il tabù dei trofei fuori casa. Dovrà vedersela con la Croazia, forse all’ultimo ballo dei suoi senatori come Modric. Il Ghana rappresenta la classica mina vagante africana, capace di accelerazioni improvvise, mentre Panama chiude il girone con l’obiettivo di migliorare le precedenti apparizioni mondiali.

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