Analisi

Monza impantanato, Parma e Como belle ma fragili: tutto sulla corsa salvezza

Grande equilibrio nella parte bassa della classifica: tra pregi e difetti, chi sta meglio e chi soffre di più.
Roberto Bozzo

Grande equilibrio nella parte bassa della classifica: tra pregi e difetti, chi sta meglio e chi soffre di più nella lotta per non retrocedere

Dopo quasi un intero girone la classifica della Serie A appare quantomai spaccata a metà, in linea con il potenziale tecnico espresso dalle varie squadre in questo avvincente inizio di stagione. E se la lotta scudetto risulta equilibrata e avvincente, non è certamente da meno la bagarre per evitare i tre slot che spedirebbero in Serie B al termine della stagione in corso. Ben 11 squadre, infatti, al momento sono raccolte in appena nove punti e lotteranno con le unghie e con i denti per giocarsi la permanenza nel massimo campionato.

L’Empoli è la nota lieta

Escludendo almeno sulla carta la Roma, se non altro per una questione legata al mero potenziale tecnico e alla cura Ranieri che tra alti e bassi sembra aver già fatto in parte effetto, tutte le formazioni della parte destra della classifica possono al momento dirsi coinvolte in una corsa destinata ad essere folle e combattuta fino all’ultima giornata. Nota più lieta di questo inizio di stagione è stata certamente l’Empoli di D’Aversa, che ha dimostrato idee chiare e sfoggiato tanti elementi di spicco, dal leader della difesa Ismajli al talentoso attaccante scuola Inter Esposito. Un calo fisiologico nelle ultime giornate non toglie nulla all’ottimo percorso fin qui intrapreso dai toscani, appaiati ai giallorossi e a un Torino altalenante e privo causa infortunio della sua stella Duvan Zapata: Vanoli ha tenuto a galla la nave nonostante un reparto offensivo asfittico e le contestazioni societarie e ha tutti i mezzi per centrare una salvezza tranquilla, dimenticando però qualunque altro tipo di ambizione.

Parma in caduta libera

Si sono invece risollevate eccome nell’ultimo periodo Genoa e Lecce: i cambi in panchina, con i subentri a stagione in corso di Vieira e Giampaolo, hanno finora dato la scossa che serviva a due squadre che nelle ultime giornate hanno ritrovato orgoglio e risultati al netto degli ultimi ko di misura patiti contro le ben più attrezzate Napoli e Lazio. Occhio però ad abbassare la guardia, specialmente perché a un solo punto di distanza ci sono squadre che, seppur In difficoltà, hanno in canna colpi inaspettati. Il riferimento va in particolare al Parma e al Como. formazioni tanto interessanti quanto fragili sul piano mentale anche a causa dell’inesperienza. I ducali in particolare stanno vivendo un momento difficilissimo, soprattutto sul piano difensivo: il 5-0 patito nell’ultimo turno contro la Roma ha inguaiato eccome i ragazzi di Pecchia, reduci da tre sconfitte consecutive e primi nelle sgradite classifiche dei tiri subiti e dei gol incassati. 

Il Como ha idee, ma è spesso fragile 

Molto scostanti anche i lariani: Cesc Fabregas è un allenatore con ottime idee e ha a disposizione una rosa di alto livello, trascinata dalle giocate della stellina Nico Paz. I dubbi, tuttavia, permangono riguardo la tenuta mentale di una formazione che spesso e volentieri, un po’ per sfortuna un po’ per proprie colpe, si è persa in un bicchier d’acqua lasciando per strada punti preziosi. Anche per questo, squadre del tutto incostanti e spesso inconsistenti come il Verona alla fine della fiera riescono a tenere il passo: i gialloblù vantano lo scomodo record del maggior numero di sconfitte patite nel 2024, ma sono stati finora capaci di colpi di coda tanto saltuari quanto inaspettati anche al netto di una situazione societaria complicata e della posizione traballante di mister Paolo Zanetti, confermato più per necessità che per reale convinzione.

Il Monza riparte da Bocchetti

Nelle ultime tre posizioni in classifica si ritrovano quindi, al momento, Cagliari, Venezia e Monza. I sardi hanno perso le ultime tre partite disputate in campionato e, pur non essendo mai realmente crollati, sono spesso apparsi troppo molli e inefficaci sul piano offensivo subendo enormemente la modesta dose di talento del proprio organico. Vari singoli, invece, sono emersi tra le fila dei lagunari: da Oristanio a Nicolussi Caviglia, l frecce all’arco di mister Di Francesco non mancano. Occhio però alla statistica chiave: 18 punti persi da situazione di vantaggio, sintomo di una fragilità endemica nel convertire in punti quanto di buono fatto vedere sul campo. A Salvatore Bocchetti, invece, è affidato il difficilissimo compito di rialzare i brianzoli, tristemente ultimi con soli 10 punti raccolti: l’addio doloroso a mister Nesta è stato una scossa obbligatoria, vista la piega che ha preso la stagione di una squadra che solo lo scorso anno veleggiava in ben altre posizioni di classifica.

Iacopo Erba

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