Napoli, un mese di Allegri tra nodi da sciogliere e vecchie certezze
Il nuovo corso del Napoli non è ancora decollato: dalla rosa corta all’età dei senatori, sono diversi i problemi che il tecnico dovrà affrontare dopo la sosta

Il primo mese di Massimiliano Allegri sulla panchina del Napoli non è andato secondo le aspettative. Il tecnico aveva ereditato da Antonio Conte una squadra reduce da due stagioni intense e vincenti, dunque era prevedibile un periodo di assestamento. Finora, però, il nuovo allenatore non è riuscito a imprimere pienamente la propria identità. La scelta del 4-3-3 non ha ancora prodotto gli effetti sperati e sia il gioco sia la tenuta difensiva sono apparsi inferiori alle attese. La sosta rappresenterà un’occasione per ricaricare le batterie e lavorare su nuove soluzioni, ma alcuni problemi non potranno essere risolti soltanto sul campo.
Rosa e freschezza
Allegri conosceva le intenzioni della società: dopo gli investimenti dell’ultimo biennio in casa Napoli era necessario ridurre il monte ingaggi e alleggerire la rosa. Un obiettivo raggiunto, ma al quale sarebbe dovuto seguire un ulteriore intervento sul mercato, con due o tre innesti di qualità. Non sono arrivati il difensore, il vice Anguissa e il vice Hojlund: i titolari sono rimasti gli stessi, mentre è diminuito il numero delle alternative di spessore. L’impatto di Favasuli rappresenta una nota positiva, ma forse sarebbero serviti altri giovani capaci di portare energia e nuove soluzioni.
Età media e rapporti
Il tempo passa per tutti e anche il Napoli dovrà confrontarsi con il naturale invecchiamento della propria ossatura. Ringiovanire soprattutto le seconde linee avrebbe significato avviare una nuova programmazione, inserendo gradualmente quei giocatori destinati a raccogliere l’eredità dei senatori. A questo si aggiunge il rapporto con l’ambiente: l’accoglienza riservata ad Allegriè stata fredda e lo scetticismo non è stato cancellato dai risultati. Anche il clima tra tifo organizzato e società resta delicato. In questo scenario si avverte inoltre una minore presenza della proprietà rispetto al passato. Con Conte era soprattutto il tecnico a fare da riferimento e a mantenere compatto l’ambiente. Nel nuovo corso, invece, la presenza di Aurelio De Laurentiiso Andrea Chiavelli sembra meno costante. Un aspetto che, anche agli occhi dei giocatori, può avere il suo peso.