Openda, il “buco” da 50 milioni: tra riscatto obbligatorio e gol da record (negativo)
A oltre sei mesi dal suo arrivo a Torino, Lois Openda è ancora alla disperata ricerca di una svolta. Il cammino dell’ex Lipsia in maglia bianconera continua a scontrarsi con una realtà impietosa: quella di un centravanti che non riesce a trovare la via del gol. Le statistiche, in questo senso, disegnano una voragine sia tecnica che finanziaria. Con sole due reti all’attivo (una a Natale contro la Roma e una nel gelo di Bodo/Glimt in Champions), ogni marcatura del belga è stata ‘pagata’ finora al club circa 25,62 milioni di euro. Un peso enorme per le casse della Juventus, che si riflette anche nel costo spaventoso per ogni minuto giocato: oltre 51mila euro.
Openda, l’impatto a bilancio e il riscatto obbligatorio
Nonostante il rendimento deficitario, la posizione contrattuale di Openda non lascia margini di manovra. L’amministratore delegato della Juventus Damien Comolli dovrà infatti far fronte a un obbligo di riscatto fissato a 43,9 milioni di euro, cifra che, sommata all’ingaggio lordo di 7,4 milioni, porta l’investimento complessivo oltre la soglia dei 50 milioni. In questo scenario, la tecnica del “cupping” (la terapia con le ventose utilizzata dal belga per il recupero fisico) è diventata quasi un simbolo della sua stagione: tanta cura per i dettagli fuori dal campo, ma pochissima efficacia sotto porta. Cedere il giocatore a giugno sembra una missione quasi impossibile, ma gli uomini di mercato bianconeri saranno chiamati a un lavoro diplomatico per trovare acquirenti ed evitare una minusvalenza record.
Openda, il fallimento tattico e il rapporto con Spalletti
Dal suo arrivo sulla panchina della Juventus lo scorso ottobre, Luciano Spalletti ha tentato in ogni modo di recuperare il ragazzo. Il tecnico ha lavorato intensamente sull’autostima di Openda, apprezzandone il comportamento impeccabile e l’integrazione positiva nello spogliatoio. Tuttavia, il responso del campo è stato diametralmente opposto alle aspettative dell’ex CT azzurro. Il belga avrebbe dovuto garantire velocità, strappi e profondità, ma non è mai riuscito a dare continuità alla sua azione, fallendo occasioni clamorose anche in partite tatticamente favorevoli. Questa involuzione costante starebbe spingendo la dirigenza a una riflessione profonda: l’idea sarebbe quella di provare a piazzarlo per finanziare l’innesto di due volti nuovi che possano rinfrescare l’attacco juventino nella prossima stagione.