Premier League, prosegue ininterrotta la crisi del Tottenham: gli Spurs di Tudor ora tremano
“Come si vince? Non ce lo ricordiamo piu…”. Potrebbe essere andata tranquillamente così ieri sera a Londra, dopo il successo, pesantissimo in chiave salvezza in Premier League, del Crystal Palace in casa del Tottenham di Tudor: un 3-1, senza appello, che fa piombare gli Spurs nel pieno dramma sportivo, ad una lunghezza di vantaggio soltanto dal terzultimo posto.
Quinto ko in fila per i londinesi, ai quali non è servito nemmeno tornare ad affrontare il Palace – ultimo avversario sconfitto in campionato il 28 dicembre – per tornare a conquistare i tre punti. In casa, per altro, la vittoria manca dal lontano 6 dicembre: 3 mesi senza gioie interne, di fatti, la classifica ne risente. Eccome.
E la cura Tudor, al momento, non funziona. Cosa potrebbe succedere in caso di retrocessione?
E anche l’arrivo di Tudor, al posto dell’esonerato Frank, non ha apportato nulla alla squadra, inerme, martellata da destra a sinistra, quasi senza colpo ferire. E in Inghilterra, in queste ore, le testate giornalistiche stanno rincarando la dose, affossando virtualmente o quasi le speranze di salvezza del Tottenham e le possibili conseguenze in caso di retrocessione in Championship.
Secondo la BBC, infatti, le conseguenze economiche di una possibile retrocessione in seconda divisione colpirebbero il club in primis sotto il profilo dei ricavi dai diritti televisivi, che scenderebbero da 128 milioni a 48 milioni di sterline, grazie ai cosiddetti “parachute payments”, mentre i ricavi dalla Champions League, pari a oltre 71 milioni di sterline, sparirebbero completamente.
Anche gli incassi delle partite giocate in casa calerebbero da 131 milioni a 91 milioni di sterline, mentre i ricavi commerciali calerebbero da 279 milioni a 224 milioni di sterline, facendo piombare il club del nord di Londra in una serie e, a quel punto, grave difficoltà finanziaria.