Rivoluzione in vista, anzi no: Stroppa e De Rossi si salvano
Venezia e Genoa sono in fondo alla classifica, ma hanno deciso di non cambiare allenatore

Se si immaginava un’autentica corsa al cambio in panchina dopo gli addii di Grosso e Tedesco a Firenze e Bologna in appena quattro giornate e una mega pausa Nazionali sulla carta perfetta per ripartire da zero, i fatti hanno invece smentito qualunque sensazione in tal senso. Genoa e Venezia, penultima e ultima della classe, hanno infatti confermato i rispettivi allenatori al di là di un inizio di stagione horror sul piano dei punti. Una scelta derivante da più fattori, che certamente fa discutere e riflettere.
Buone sensazioni
Dalla Laguna è arrivato l’ultimo diktat: l’artefice del salto dalla B alla A Giovanni Stroppa resta saldo al timone, almeno per il momento. Poco importa lo zero nella casella dei punti in classifica dopo appena cinque giornate: sul piano del gioco e dell’atteggiamento la squadra è stata encomiabile. E avrebbe meritato molto di più, sia nell’ultimo turno con la Lazio che in altre circostanze come all’esordio con il Lecce, quando è arrivata una sconfitta completamente incidentale e frutto di episodi. E poco importa se Stroppa ha perso 16 delle sue ultime 17 partite di Serie A: il vento, d’altronde, può presto cambiare in un campionato che regala opportunità a tutti.
Tutti uniti
È piaciuto molto meno il Genoa di De Rossi, preda di un mercato di ridimensionamento e di una crisi offensiva che si è già palesata dopo poche partite. Non che ci sia da stupirsi, sia chiaro, vista la qualità complessiva di un reparto che onestamente non concede alcuna garanzia. Ma quel poco che si è visto, unito al fatto che il gruppo si è dimostrato unito e ancora convinto delle proposte del tecnico, ha spinto la proprietà a non cambiare. Sperando, per forza di cose, in uno switch immediato dopo la sosta.