Roma, la storia si ripete: l’attacco è un flop come 31 anni fa
Un déjà vu che sa di occasione mancata, il confronto con la Roma di trent’anni fa accende la spia e impone una riflessione più profonda

La Roma è uscita pesantemente sconfitta da San Siro dove ha incassato un 5-2 dall’Inter che ha frenato la rincorsa al quarto posto. I giallorossi hanno trovato i gol con Mancini e Pellegrini, ma non sono bastati e il dato riflette una crisi che la squadra di Gasperini si porta dietro da tempo. Dopo 31 giornate di campionato i capitolini hanno segnato appena 42 gol, un paradosso se si pensa che all’inizio della stagione erano arrivati a occupare anche posizioni di vertice. Un numero che fa riscattare un allarme e riporta alla mente quanto accaduto circa trent’anni fa.
Il confronto con la Roma del 1994/95
Bisogna riavvolgere il nastro fino all’annata 1994/95 per ritrovare una Roma sterile con appena 36 reti messe a segno. Allora la classifica raccontava di una squadra discontinua, quinta e in linea con quella di oggi. Un parallelismo che sicuramente non aiuta in vista del rush finale di stagione e alla luce delle ambizioni del club. Un déjà vu che sa di occasione mancata. Un dato che colpisce direttamente anche Gasprini. Il tecnico che ha costruito la sua identità sul gioco offensivo si ritrova a dover allenare una squadra poco prolifica. L’attacco della Roma non ha mai funzionato, eccezion fatta per Malen che da quando è arrivato ha provato a dare una scossa.
Roma, l’arrivo di Malen non è bastato
L’arrivo dell’olandese a gennaio ha permesso di risollevare, per quanto possibile, le sorti della squadra anche se la fotografia generale è comunque sbiadita. Le assenze pesano come macigni, prima di lui era Soulé a trascinare la squadra ma un infortunio lo sta tenendo fuori dai giochi. Il reparto è decimato senza Ferguson, Dovbyk, Dybala con i primi due che non sono mai riusciti a imporsi con Gasperini. Le 42 reti in 31 giornate sono un segnale forte di quanto la Roma crei poco e soprattutto, non ha continuità. Forse non basta ritoccare la rosa per cambiare rotta, ma è necessaria una riflessione più approfondita che vada oltre.