Salvate il soldato Hojlund: il Napoli non sa innescare il suo centravanti
Rasmus tocca un pallone nell’area avversaria ogni 26 minuti. E non sembra adattarsi al calcio di Allegri

Due gol segnati e nulla più. Che non è poco si intende, considerando quanto sterile è sembrato il primo Napoli dell’era Allegri. Ma l’inizio di stagione di Rasmus Hojlund, sul piano dei numeri, è da vero e proprio film horror e di sicuro non solo per colpa sua. Che il danese abbia i colpi è infatti chiarissimo, così come che sia un titolare ad oggi indiscusso e per il futuro indiscutibile. Ma il retroscena potenzialmente inquietante sta nel fatto che in un sistema di questo tipo un attaccante con le sue caratteristiche semplicemente non possa starci. E questo crea un vuoto non da poco in una squadra che fa una gran fatica ad attaccare con qualità.
Disinnescato
Si parlava di dati e su quelli, si diceva, carta canta. Hojlund è 58esimo in Serie A per Expected Goals complessivi, segnale chiaro di come al momento non sia stato in grado per tutta una serie di motivi di ritagliarsi occasioni qualitative. Ma a inquietare ancora di più è la statistica riguardante i tocchi in area di rigore. Hojlund viaggia infatti alla media di un pallone toccato nell’area avversaria ogni 26 minuti (14 in 363’ totali). Una vera e propria miseria. Tanto che tra gli attaccanti con almeno 350 minuti nelle gambe in questa stagione l’unico che risulta sotto di lui è Mendy del Cagliari, squadra che però tiene molto meno il pallone e si affida molto di più alle ripartenze e al contropiede rispetto a un Napoli che, pur volendo dominare il gioco, a ridosso della porta avversaria proprio non ci arriva.
Vestito sbagliato
Il sospetto che Hojlund non sia un centravanti adatto per il calcio (obsoleto o meno, ad altri l’ardua sentenza) di Allegri è più vivo che mai. Il danese è d’altronde un cavallo da galoppo, ama il campo aperto e soprattutto stare fronte porta. Mentre il Napoli gli chiede al momento capacità di reggere il duello fisico e sponde a liberare spazio per “arieggiare” una manovra decisamente inceppata. Dal giorno alla notte, praticamente. E questa situazione kafkiana senza soluzione (non ce ne voglia Lucca) è ad oggi tra i principali problemi di una squadra che ad oggi è lontanissima dalle rivali per le posizioni di vertice. E lo è molto più nei principi che nei punti in classifica.