Serie A, il 9 non c’è più: la classifica marcatori fotografa la crisi dell’attaccante

Dagli anni dei trentasei gol di Immobile all’astinenza sotto porta dei bomber: come cambiano le gerarchie della Serie A
Michele Cerrotta

Dagli anni dei trentasei gol di Immobile all’astinenza sotto porta dei bomber: come cambiano le gerarchie della Serie A

Nove giornate di Serie A già in archivio e un dato incontrovertibile con cui fare i conti: è crisi di attaccanti nel campionato italiano. Segnali, del resto, non sono mancati in questo avvio di stagione.  La settima giornata di Serie A ha regalato appena undici reti totali, record negativo di sempre. Ma a rappresentare alla perfezione la crisi dei numeri 9 è la classifica marcatori attuale.

Guida Calhanoglu

Davanti a tutti c’è infatti al momento non esattamente un goleador. È Hakan Calhanoglu a guidare la classifica cannonieri della Serie A, insieme a Riccardo Orsolini. Per entrambi cinque reti in nove giornate di campionato, con il turco che lo scorso anno raggiunse questo traguardo solo dopo ventinove partite. E se il collega del Bologna non può essere considerato esattamente un centrocampista, di certo per ruolo è altrettanto lontano anche dalle classiche punte. Così come tutti coloro che seguono in classifica a quattro reti: da Pulisic a de Bruyne passando per Nico Paz, tutti giocatori offensivi ma comunque nell’ambito dei centrocampisti. Il primo attaccante, sempre a quota quattro reti, è Federico Bonazzoli della Cremonese. Scendendo si incontrano i nomi di LautaroThuramSimeone e Vlahovic. Ma tre gol in nove partite, al netto degli infortuni, sono comunque pochi per un attaccante. Specie per chi negli ultimi anni ha sempre abituato le proprie squadre a ben altri numeri.

La crisi

Il dato è evidente anche andando a vedere il rendimento nelle singole squadre. Nell’Atalanta ci sono Scamacca a un gol e Krstovic a due, nel Bologna c’è Castro a due, nel Cagliari Esposito a uno, nel Como c’è Morata a secco. E ancora: due gol Kean, zero Colombo, tre Lautaro, uno David, due Castellanos, zero Gimenez. Scenario che non cambia guardando ai calciatori delle squadre rimanenti, da Camarda a Ferguson fino a Berardi: il gol latita. 

E a fine anno…

Difficile immaginare che il trend possa andare avanti in questo modo per l’intera stagione di Serie A. Però è anche vero che davanti c’è chi intanto corre e non vuole fermarsi. E allora attenzione all’ultimo precedente in cui un non attaccante vinse la classifica cannonieri del campionato italiano. Per trovarlo bisogna tornare indietro fino a trentotto anni fa, quando Michel Platini arrivò davanti ad Altobelli Maradona. A distanza di quasi mezzo secolo, la storia potrebbe ripetersi ancora. 

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